Valerio Clari pubblica, sul quotidiano online Il Post, un articolo sulla drammatica situazione in cui versa uno dei laghi piu famosi dell’Asia, il lago d’Aral. Scrive Clari:
li prosciugamento del lago d’Aral è definito come uno dei peggiori disastri ecologici dell’ultimo secolo, un esempio di “collasso di un ecosistema” interamente causato dall’uomo, in particolare dalle scelte politiche dell’Unione Sovietica.
- Il disastro: il Lago d’Aral, un tempo il quarto più grande al mondo (68.000 km²), situato tra Uzbekistan e Kazakistan, si è ridotto a circa un decimo della sua superficie originale in meno di settant’anni. Dove prima c’era acqua, oggi si estende il deserto di Aralkum, coperto di sale e residui tossici. Città come Muynak, che erano portuali e luoghi di villeggiatura, oggi si affacciano su un paesaggio desertico con relitti di barche.
- La causa umana: la catastrofe iniziò negli anni Sessanta a causa del piano sovietico di produzione intensiva di cotone (una monocoltura prioritaria per vari usi, inclusi quelli militari). Per irrigare le vaste piantagioni nelle steppe dell’Asia Centrale, i fiumi Amu Darya e Syr Darya, che alimentavano il lago, furono ampiamente deviati e canalizzati. Questo prelievo massiccio fece raddoppiare in vent’anni l’uso di acqua per l’agricoltura, compromettendo irreversibilmente l’afflusso di acqua dolce al lago.
- Le conseguenze:
- Ambientali ed economiche: il volume del lago si è ridotto drasticamente, aumentando la salinità fino a far scomparire la fauna ittica e distruggendo l’economia locale della pesca (cessata nel 1982). Il clima locale è peggiorato (inverni più rigidi, estati più calde).
- Sanitarie: il fondale esposto dell’ex lago, ricco di sale e residui di pesticidi e inquinanti, viene sollevato dai forti venti (tempeste di sabbia), diffondendosi per centinaia di chilometri e causando problemi sanitari gravi alla popolazione (sebbene l’emergenza sia ora in miglioramento).
- Rischio biologico: sull’isola di Vozroždenie, al centro del lago, l’URSS aveva un laboratorio militare per test di guerra biologica (antrace). Con il ritirarsi delle acque, l’isola si è collegata alla terraferma, richiedendo una bonifica parziale del sito.
- Situazione attuale: I tentativi di salvare il lago nel sud (Uzbekistan) sono stati abbandonati, e le acque continuano a ritirarsi. A nord (Kazakistan) è stata costruita una diga (Diga di Kokaral), che ha salvato e stabilizzato una porzione ridotta del bacino, dove la pesca è ripresa. Nella regione uzbeka, le gite per i turisti (che visitano i relitti e i resti del lago) sono l’unico business in crescita, ma si prevede che anche questi non avranno più nulla da mostrare tra dieci-vent’anni.
- 21 ottobre 2025





