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Chi può essere rimandato indietro e quali sono le norme che vanno rispettate?

Rinaldo Frignani ha pubblicato sul Corriere della Sera un’intervista al professor Daniele Gallo, ordinario di diritto europeo alla Università Luiss di Roma.

Il nuovo patto sull’immigrazione è centrato sul principio di solidarietà fra Paesi che prima non era previsto. «È una modifica fondamentale anche se la responsabilità del Paese di primo ingresso nei confronti del migrante è stata allungata da 12 a 20 mesi — solo 12 mesi per chi è stato soccorso in mare —, e questo potrebbe rappresentare un problema per l’Italia dal 12 giugno in poi, quando le norme del Patto sono diventate operative», ha detto Gallo.

Scrive Frignani: ”Appare inverosimile che gli oltre 24mila dublinanti possano essere rimandati indietro. Se non altro perché, caso per caso, deve essere verificata ogni posizione su termini e procedure del trasferimento. Il Patto, rispetto a Dublino 3, contiene il principio operativo della solidarietà da parte dei Paesi non di approdo, come l’Olanda o la Germania ad esempio, obbligati a supportare le nazioni soggette a flussi massicci di immigrazione e a un allarme riconosciuto dalla stessa Commissione europea”.

E prosegue, riportando le considerazioni di Gallo: ”«Perché Dublino 3 stabilisce la gerarchia di responsabilità di un Paese rispetto a un altro, «ma pensare che il trasferimento di un migrante con legami familiari possa essere automatico è sbagliato, perché c’è un aspetto di compatibilità con le clausole del diritto europeo». Il richiedente asilo è un uomo libero in attesa della definizione della sua domanda, non può essere detenuto, ma può essere destinatario di un atto amministrativo — da lui impugnabile presso il tribunale del Paese dove vive — che attiva la procedura di trasferimento. E il nuovo regolamento dice chiaramente che deve essere preso in carico e assistito dal Paese di approdo”.

Trasferimento dei migranti non automatico: l’invio indietro dei migranti “dublinanti” non può avvenire in modo automatico. È necessaria una verifica individuale, caso per caso, su termini e procedure di trasferimento. Inoltre, i richiedenti asilo sono persone libere in attesa di decisione, che possono impugnare l’atto amministrativo di trasferimento davanti al tribunale del Paese in cui risiedono.

Intese bilaterali: l’unico modo per gestire o smaltire l’arretrato dei migranti (come gli oltre 24.000 dublinanti) sarebbe un accordo o un’intesa bilaterale tra i Paesi coinvolti per cancellare o limitare il carico di pratiche, intesa che al momento non risulta ancora presente.

Dal Regolamento di Dublino III al Nuovo Patto:

Prevalenza del diritto europeo: il diritto europeo prevale sempre su qualsiasi norma o documento di diritto interno, anche se quest’ultimo è stato emanato per ragioni di sicurezza o tutela della sovranità statale.

Esternalizzazione e Paesi terzi: il modello dell’esternalizzazione della gestione dei migranti verso Paesi terzi non è formalmente codificato. Tuttavia, l’Unione Europea ha mostrato maggiore apertura e supporto verso l’uso di Paesi terzi, rendendo il modello italiano potenzialmente compatibile con il diritto europeo.

22 agosto 2026