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Intelligenza artificiale, quanto ci costi?

L’articolo analizza l’impatto ambientale ed energetico dell’intelligenza artificiale generativa (GenAI), partendo dai dati forniti da Google.

I costi di una query

Google ha rilasciato una stima dei consumi di una singola richiesta testuale (prompt) a Gemini, affermando che equivale a:

  • Energia: 0,24 wattora (Wh), pari a 9 secondi di visione TV.
  • Acqua: 0,26 millilitri, ovvero 5 gocce d’acqua.
  • CO2: 0,03 grammi di CO2 equivalente (Co2e).

Google specifica che questi calcoli si basano sul consumo energetico della sua filiera di rinnovabili, che è molto più efficiente di una rete elettrica standard, e che il consumo per query è calato significativamente nel tempo. L’azienda presenta questi dati in modo rassicurante, sostenendo che 10 domande al giorno a Gemini consumano solo un litro d’acqua all’anno.


Critiche e costi reali

L’articolo sottolinea che le cifre di Google sono incomplete e potenzialmente fuorvianti per diversi motivi:

  • Dati mancanti: Google non ha divulgato il numero di query giornaliere su Gemini, né i costi energetici delle “Overview” (le sintesi generate dall’IA nelle ricerche).
  • Consumi “addizionali”: L’uso della GenAI non sostituisce altri consumi, ma si aggiunge a essi. Un utente non smette di guardare la TV per usare l’IA, ma fa entrambe le cose, aumentando il consumo totale.
  • Prompts non testuali: i dati forniti da Google si riferiscono solo alle richieste di testo, ma creare immagini, suoni e video richiede molta più energia.

Un impatto su larga scala

L’articolo cita dati di OpenAI per dare una valutazione più concreta dell’impatto. Con 2,5 miliardi di prompt giornalieri su ChatGPT, si stima che la piattaforma consumi:

  • Energia: 0,85 GWh al giorno, equivalenti al consumo annuale di circa 100 milioni di famiglie italiane (l’Italia ne ha circa 16 milioni).
  • Acqua: 800.000 litri d’acqua al giorno, pari al consumo annuale di acqua potabile di 2.000 famiglie italiane.

Queste cifre mettono in discussione la sostenibilità dell’IA su larga scala. Il professor Renato Casagrandi del Politecnico di Milano solleva il dubbio che l’efficientamento energetico non possa tenere il passo con l’enorme e crescente domanda di consumo generata dai centri dati, il cui consumo globale potrebbe superare quello del Giappone entro la fine del 2026. L’articolo conclude che il vero problema è che l’IA spinge gli utenti a porre sempre più domande, creando un circolo vizioso di consumi crescenti.

25 agosto 2025