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Esteri

Il re parvenu

Monica Maggioni, su La Stampa, analizza l’imposizione di un accordo di pace – o tregua – da parte del presidente americano Donald Trump, descritto come un uomo dai “gesti scomposti” e dal “lessico pieno di limiti”, che ha spazzato via la diplomazia tradizionale basandosi unicamente su “forza e denaro.”

I punti chiave dell’articolo sono:

Diplomazia della transazione: Il successo di Trump è il culmine del suo credo personale: contano solo la forza, i soldi e il potere. L’accordo, ottenuto con il “metodo delle transazioni d’affari,” prevede ingenti somme di denaro per la ricostruzione di Gaza.

Rivincita personale: Per Trump, la pace rappresenta la sua più grande rivincita. L’uomo che l’élite di “old money” di New York ha sempre disprezzato come un “arricchito” (un parvenu) ha finalmente varcato il “tunnel verso Manhattan” in modo definitivo, sbaragliando le regole e gli schemi.

Rottura degli schemi: L’articolo evidenzia la contraddizione del successo, ottenuto con durezza ma portando speranza a Gaza. Trump ha costretto il suo amico Netanyahu a piegarsi alla pace, umiliandolo e arrivando a chiederne la grazia in diretta TV. Ha parlato alla Knesset “come tra amici al bar,” dicendo agli israeliani che i palestinesi vogliono la pace.

Contraddizioni etiche e politiche: Nonostante la potenziale fine delle sofferenze, l’autrice sottolinea che la democrazia sembra uscire “con le ossa rotte” da questa giornata di “sentimenti profondamente contraddittori.” Viene criticata l’assenza di scrupoli etici di Trump, che stringe amicizia con figure come Erdogan (che imprigiona giornalisti) e al Sissi dell’Egitto (paese associato al caso Regeni).

La conclusione-monito: L’evento segna un “prima e un dopo” in cui protocolli e cerimoniali sono stati travolti dall’irruenza di Trump. L’autrice conclude con un avvertimento: se la “noiosa democrazia e diplomazia” verranno distrutte, quando inevitabilmente uno degli “amiconi” di Donald commetterà un errore, l’unica cosa che rimarrà per risolvere la situazione sarà la “forza,” che equivale a “guerra.”

14 ottobre 2025