Gli scienziati immigrati che con il loro talento fanno, loro sì, grande l’America
Paola Peduzzi, su Il Foglio, pubblica un articolo sull’immigrazione di qualità negli Stati Uniti d’America e sottolinea come gli scienziati immigrati siano un fattore cruciale per l’eccellenza scientifica degli Stati Uniti.
L’autrice prende spunto dai recenti Premi Nobel scientifici, evidenziando che tre dei sei vincitori americani sono immigrati: Michael Devoret (Francia) e John Clarke (Regno Unito) per la Fisica, e Omar Yaghi (Giordania, di origini palestinesi) per la Chimica.
Il Wall Street Journal ha dedicato un editoriale a questi scienziati, citando l’esempio del professor Yaghi per dimostrare come l’immigrazione sia una “forza moltiplicatrice per l’innovazione americana”, capace di trasformare anche un rifugiato in uno scienziato di eccellenza mondiale.
A sostegno di questa tesi, si riportano i dati della National Foundation for American Policy: il 40% dei Premi Nobel americani dal 2000 ad oggi è immigrato.
L’articolo conclude criticando le politiche che mirano a ridurre l’immigrazione legale, in particolare il taglio dei visti per ricercatori e studenti. Questo è visto come “costruire un muro che lascia fuori il capitale umano che fa grande l’America”, minando la storica capacità del paese di attrarre e riconoscere i talenti di cui ha bisogno.
10 ottobre 2025








