I Talebani sono tornati al potere in Afghanistan dal 15 agosto 2021, ristabilendo l’Emirato islamico e imponendo una forma di governo teocratica. Dalla loro presa di potere, hanno aggravato la crisi umanitaria ed economica del paese, limitando drasticamente i diritti, specialmente quelli delle donne e delle ragazze, e sono oggetto di un forte isolamento internazionale, poiché nessun paese ha ancora ufficialmente riconosciuto il loro governo. Queste le premesse. I propositi non sono stati assolutamente rispettati.
Camille Eid, pubblica, su Avvenire, un articolo assai interessante sulla drammatica situazione delle giovani donne, spesso giovanissime, quasi bambine, costrette a matrimoni forzati.
La sintesi dell’articolo
L’articolo riporta che il leader supremo dei taleban, il mullah Haibatullah Akhundzada, ha emesso un decreto che ordina al suo governo di adottare misure serie per far rispettare i diritti delle donne in Afghanistan, concentrandosi in particolare sul tema dei matrimoni forzati.
I nuovi “Diritti” per le donne nel decreto:
- Il decreto stabilisce che nessuno può costringere una donna a sposarsi e che il suo consenso è necessario per contrarre matrimonio.
- Vengono riconosciuti il diritto delle vedove a decidere il proprio futuro e a non essere costrette a risposarsi.
- È stabilito il diritto della donna a una quota dell’eredità e della proprietà da parte di marito, figli, padre e parenti.
- Il mullah condanna la pratica di “dare una donna in matrimonio per raggiungere un accordo o porre fine a una disputa tra famiglie”.
- Viene richiesto ai ministeri di pubblicare articoli sui diritti delle donne per contrastare la “regressione in corso”.
- Gli uomini con più mogli sono obbligati a garantire loro i diritti e mantenere la giustizia tra di esse.
- Si chiede al ministero degli Affari religiosi di incoraggiare gli ulema a predicare contro l’oppressione delle donne.
Scetticismo e contesto della crisi:
Nonostante queste direttive, l’articolo evidenzia un forte scetticismo riguardo la reale intenzione dei taleban, con molti che ritengono si tratti di una “operazione di propaganda” o di “marketing” per motivi politici ed economici:
I taleban cercano di convincere la comunità internazionale a ripristinare i fondi necessari per affrontare la grave crisi economica del Paese.
I taleban stessi sono accusati di essere dietro l’aumento dei matrimoni forzati, spesso di minorenni, un fenomeno esacerbato dalla galoppante povertà che spinge famiglie disperate a vendere le proprie figlie per saldare debiti o procurarsi cibo. L’articolo cita il caso di un afghano arrestato per aver venduto 130 donne.
Samira Hamidi, responsabile della campagna di Amnesty International a favore delle donne afghane, vede l’editto come una mossa di marketing. Le testimonianze raccolte dalla sua campagna, basate su 16 donne afghane (tra cui universitarie, giornaliste e magistrati), mostrano quanto la vita delle donne e delle ragazze sia terribilmente peggiorata da quando i taleban sono tornati al potere, cancellando i progressi degli ultimi due decenni.
Queste promesse del mullah Haibatullah Akhundzada non sono state, però, assolutamente rispettate.
3 ottobre 2025





