L’editoriale di Giuseppe Sarcina, pubblicato sul Corriere della Sera, sostiene che il presidente russo Vladimir Putin sta commettendo un secondo, clamoroso errore di valutazione riguardo alla tenuta e alle reazioni dell’Occidente, ottenendo l’effetto opposto a quello desiderato.
Il primo errore (2022)
Il primo errore risale al 24 febbraio 2022: l’invasione dell’Ucraina, pianificata per una rapida conquista di Kiev e la sostituzione del governo Zelensky con uno Stato vassallo. Putin aveva scommesso:
- sull’indecisione degli Stati Uniti di Joe Biden, appena usciti dal ritiro dall’Afghanistan, nel rischiare un conflitto con la Russia.
- sulla divisione degli europei, a causa della loro forte dipendenza energetica da Mosca.
Risultato: il calcolo si è rivelato sbagliato. Biden ha fornito armi e rinforzato il fianco est della NATO; gli europei si sono faticosamente ricompattati e hanno iniziato a riarmarsi; la NATO si è rafforzata con l’ingresso di Finlandia e Svezia.
Il Secondo Errore (Le Incursioni Aeree)
Attualmente, Putin sta lanciando incursioni aeree e di droni negli spazi aerei dei Paesi NATO (Estonia, Finlandia, Polonia, Romania, ecc.). L’obiettivo del Cremlino è approfondire le divisioni tra i Paesi europei e tra l’Europa e gli USA.
Risultato: anche stavolta l’effetto è l’opposto. La mossa sta spingendo l’Alleanza Atlantica a compattarsi per una “risposta dura”.
- Al Consiglio Nord Atlantico, una larga maggioranza ha appoggiato la richiesta di una risposta dura: il prossimo jet russo sorpreso nei cieli della NATO verrà abbattuto. L’idea è stata sostenuta esplicitamente anche da Donald Trump e Giorgia Meloni.
- Le provocazioni stanno spingendo il blocco Sud-occidentale (più cauto) a rivedere le proprie posizioni, avvicinandosi alla linea del Nord-Est (che percepisce la minaccia russa come reale e imminente).
Conseguenze e nuove strategie
Nonostante le incursioni abbiano rivelato vulnerabilità nella difesa aerea (come il costo di abbattere un drone da 10.000 euro con un missile da 500.000), la reazione dell’Occidente è il cambio di marcia sul tema della difesa:
- Protezione aerea: si sta progettando un “muro di droni” e il rafforzamento della vigilanza aerea sulla frontiera orientale dell’UE.
- Economia: Stati Uniti ed Europa tornano a discutere di possibili dazi su gas e petrolio russo.
- Beni congelati: il G7 valuta come utilizzare i 229 miliardi di riserve russe congelate. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ad esempio, sostiene che un complesso meccanismo finanziario potrebbe generare un prestito da 140 miliardi da girare all’Ucraina.
In conclusione, la tendenza di Putin a scommettere sulla debolezza e sulla divisione dell’Occidente si è finora dimostrata controproducente, rafforzando l’Alleanza e spingendola verso misure più decise. Resta l’incognita delle mosse del Presidente USA, che si sta dimostrando una “variante imprevedibile” per tutti.
26 settembre 2025








