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Esteri

Perchè la crisi del macronismo può pesare anche sull’Italia

Massimo Franco, sul Corriere della Sera, analizza la crisi politica in Francia e le sue potenziali ripercussioni sull’Italia.

È possibile che la crisi apertasi in Francia appaia un motivo di rivalsa per il governo italiano, almeno nell’immediato: se non altro dopo le maldestre polemiche sul Fisco degli ultimi giorni. Il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, è convinto che la tenuta dei conti pubblici sia tale da non richiedere manovre correttive. E la stabilità viene rivendicata e messa a confronto con una situazione transalpina dove debito pubblico e malessere sociale tracimano nella scia della crisi dell’esecutivo di François Bayrou. In realtà, la «sindrome francese» preoccupa indirettamente anche l’Italia.

I punti salienti sono:

La crisi francese potrebbe sembrare un vantaggio per il governo italiano, che può rivendicare la propria stabilità economica e politica in contrasto con la situazione transalpina.

Tuttavia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso preoccupazione per l’instabilità in Francia, sottolineando che non fa bene a nessuno, dato che la Francia è un Paese fondatore dell’UE e una delle sue più grandi economie.

Tajani, come esponente del PPE, teme che l’instabilità possa favorire i partiti di estrema destra e sinistra, come quello di Marine Le Pen, la cui vittoria metterebbe a rischio l’asse della politica estera europea, specialmente per quanto riguarda il supporto all’Ucraina.

All’interno del governo italiano, le posizioni sono contrastanti: Matteo Salvini (Lega) tifa per Marine Le Pen, vedendo nella crisi di Macron un’opportunità per la destra sovranista di conquistare un Paese chiave.

Per la premier Giorgia Meloni, invece, una vittoria di una coalizione filo-russa in Francia renderebbe più difficile mantenere la linea netta di allineamento con l’UE e la NATO sull’Ucraina, e contenere le spinte pacifiste all’interno della sua stessa maggioranza.

9 settembre 2025