L’articolo di Stefano Folli su La Repubblica, “Cl e la stabilità secondo Meloni”, analizza l’importanza del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini come indicatore politico e il ruolo di Giorgia Meloni in questo contesto.
Il tradizionale Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini non è destinato a cambiare il mondo, ma è un indicatore quasi infallibile per capire come si muovono di volta in volta le onde del consenso politico. Tutto comincia con la scelta degli invitati, sempre oculata, e prosegue con la gestione degli stessi. L’ambiente non è mai ostile, come è logico, ma anche qui c’è una scala del gradimento, misurata con il metro degli applausi e delle ovazioni. Sotto questo aspetto Giorgia Meloni ha ottenuto il massimo — senza essere la prima nella storia del meeting — e ha ricambiato scegliendo le note giuste per rivolgersi a un pubblico di cattolici moderati, anzi considerati a lungo “di destra” nel dibattito pubblico. Il che spiega qualcosa, ma non tutto del calore con cui la premier è stata accolta.
Punti chiave:
L’accoglienza di Meloni: La premier è stata accolta con grande calore, dimostrando la sua capacità di rivolgersi a un pubblico di cattolici moderati con note pragmatiche.
Immigrazione: Meloni ha bilanciato la tradizionale condanna dell’immigrazione clandestina con la necessità di canali d’ingresso legali, un approccio che ha trovato consenso tra il pubblico del Meeting.
Rapporto con Draghi e l’UE: La presidente del Consiglio ha condiviso le critiche di Mario Draghi sull’irrilevanza dell’Unione europea, pur con obiettivi diversi: Draghi punta a una maggiore integrazione, mentre Meloni a un rapporto più maturo tra Stati nazionali.
Un’alleanza potenziale: L’articolo suggerisce che il Meeting abbia abbozzato l’idea di un’intesa di medio-lungo periodo tra le figure di Meloni e Draghi, in cui Meloni consolida il suo ruolo di leader conservatrice stabile, mentre Draghi potrebbe tornare sulla scena europea con il suo prestigio.
Stabilità come valore: L’autore conclude che, nonostante le critiche (come quella di Renzi su “dieci in retorica e zero in riforme”), la stabilità offerta dal governo Meloni è un valore fondamentale in un’Europa segnata dalla guerra e da questioni irrisolte.
28 agosto 2025





