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Politica

Nubi all’orizzonte, non ci resta che ridere o piangere”

Aldo Grasso nella sua rubrica della domenica sul Corriere della Sera, riflette sull’attuale clima di tensione e inquietudine internazionale, suggerendo che l’unica reazione possibile sia un misto di riso e pianto.

La tesi centrale: siamo in guerra senza saperlo

Grasso parte dall’elenco di recenti eventi che indicano una crescente escalation, come:

  • Il duello tra jet nei cieli dell’Alaska.
  • I caccia russi che sfiorano i Paesi europei.
  • I misteriosi droni che bloccano gli aeroporti in Danimarca.

L’autore si chiede se siamo già in guerra (una guerra iniziata in Ucraina, continuata nei cieli europei e soprattutto sul web con la disinformazione) e, in caso affermativo, se l’Italia sia preparata.


La Preoccupazione per la Difesa Italiana

Viene citata la dichiarazione del ministro della Difesa, Guido Crosetto, secondo cui l’Italia “non siamo pronti né a un attacco russo né a un attacco di un’altra nazione”.

A questo quadro di impreparazione militare, Grasso affianca la reazione della politica italiana, che ritiene inadeguata o distratta:

  • Giuseppe Conte viene criticato per la sua dura posizione contro il piano di riarmo dell’UE, accusando Bruxelles di voler usare i fondi di coesione per le spese militari.
  • Matteo Salvini è ironicamente menzionato per concentrarsi sulla difesa delle “frontiere del sud” contro gli scafisti, tentando persino di far passare il Ponte sullo Stretto come “infrastruttura di rilievo militare,” ignorando la minaccia dei carri armati russi.

L’epilogo comico

Davanti a questa combinazione di minacce esterne e distrazione interna, Grasso conclude che “non ci resta che ridere”.

L’articolo si chiude con una battuta di Rosario Fiorello che, durante una serata di beneficenza a Taormina, ha sintetizzato la situazione con “un colpo di genio”: “Se parte la guerra mondiale stiamo tranquilli, perché noi non ci qualificheremo”.

In sintesi, l’articolo usa l’ironia amara per evidenziare la discrasia tra le gravi minacce internazionali (i “duelli nei cieli d’Europa”) e l’apparente impreparazione e la disattenzione della politica italiana.

28 settembre 2025