Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog

Sostieni il Corriere Blog

Sostieni il Corriere Blog

Sostieni il Corriere Blog

Esteri

L’Europa batte un colpo la Casa Bianca risponde. Ma ora Donald rischia il flop

L’articolo dell’ambasciatore Stefano Stefanini, pubblicato su La Stampa, analizza la complessa situazione diplomatica riguardante la guerra in Ucraina, in vista di un vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin ad Anchorage.

Ecco una sintesi dei punti principali:

  • L’iniziativa europea: I leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron, hanno tenuto una videoconferenza per stabilire una posizione comune e presentarla a Donald Trump. I cinque punti essenziali proposti sono: partecipazione dell’Ucraina ai negoziati, cessate il fuoco come primo passo, linea del fronte come base per discutere il territorio, garanzie internazionali per l’Ucraina e pressioni su Mosca.
  • Il ruolo di Trump: Trump ha accettato di farsi portavoce della linea europea, ma la sua posizione è considerata “ondivaga” e poco chiara. C’è il forte dubbio che il vertice in Alaska possa trasformarsi in una “sceneggiata” e che Trump possa concedere a Putin più di quanto concordato con gli europei. Il piano di “scambio di territori” è visto come un cavallo di Troia per una cessione di territori ucraini.
  • I motivi dell’azione europea: L’autore ritiene che l’iniziativa europea sia stata comunque utile per tre motivi: ha costretto Trump a riformulare il suo approccio al vertice, ha offerto un contributo di “ragionevolezza diplomatica” e ha fornito una posizione comune Europa-UE-NATO.
  • La discriminante del vertice: Il punto cruciale del vertice è il “cessate il fuoco” come primo passo, una posizione che la Russia ha sempre rifiutato. La sua accettazione da parte di Putin determinerebbe il successo del vertice.

Le possibili conclusioni: L’articolo conclude che il vertice potrebbe avere due esiti principali: gettare le basi per la fine della guerra con un negoziato diretto russo-ucraino, o concludersi con un nulla di fatto, lasciando l’Ucraina in una situazione di stallo. In entrambi gli scenari, Trump avrebbe le “mani libere” per fare affari con Putin, a meno di non imporgli le “severe conseguenze” minacciate ma mai attuate.

14 agosto 2025

LEAVE A RESPONSE

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *