Anna Zafesova, sul quotidiano La Stampa, riferisce che i giornali russi stanno presentando il vertice in Alaska tra Putin e Trump come un vero e proprio trionfo per la Russia di Vladimir Putin.
Ecco i punti principali dell’articolo:
- Alaska come simbolo: L’organizzazione del vertice nell’ex colonia russa viene rivendicata dalla propaganda come una vittoria simbolica. Il refrain “L’Alaska è nostra!”, già usato da Vyacheslav Volodin nel 2022, è riemerso nei talk show statali.
- Isolamento dall’Europa: Parallelamente, il governo russo sta intensificando l’isolamento della popolazione dal resto del mondo, come dimostra il divieto di videochiamate su WhatsApp e Telegram. La stampa russa vede nella scelta dell’Alaska un allontanamento strategico dall’Europa, definendo l’incontro una via verso la “pace” e la “prospettiva di grandi progetti comuni” con gli Stati Uniti.
- Sicurezza e geopolitica: La scelta di una base militare americana viene presentata non come un rischio, ma come una mossa sicura. Secondo i giornali russi, ciò ha permesso di evitare destinazioni “ostili” e il rischio di incontrare il presidente ucraino Zelensky. L’Alaska diventa così il punto di incontro ideale per due leader che, secondo la propaganda, devono “spartirsi il mondo”.
“Nuova Yalta” e propaganda interna: La stampa russa definisce il vertice come una “nuova Yalta”, sottolineando come Putin riesca a rompere l’isolamento internazionale e a incontrare il presidente americano “da pari a pari” su un territorio con legami storici russi. La scelta del luogo viene vista come un trionfo già prima dell’incontro. L’articolo conclude che, in caso di fallimento, la colpa verrà attribuita agli europei, in linea con le posizioni isolazioniste di alcuni consiglieri di Trump.
14 agosto 2025





