di Nicola A. Borzi
Non piango per i balneari, categoria che ha fatto della rendita su concessioni pubbliche demaniali l’equivalente di quello che hanno fatto per lustri e lustri i Benetton con le autostrade, salvo affidarsi a Salvini e Meloni per entrare in guerra contro le regole europee che chiedevano bandi pubblici aperti a tutti per gestire le concessioni.
Non piango per chi ha cavato per decenni fior di soldi dagli arenili, offrendo poco più che una sdraio e un ombrellone, spesso con enormi evasioni fiscali, senza aggiungere altro che un baretto e un posto dove potersi cambiare lontano da occhi indiscreti.
Non piango per degli pseudo imprenditori che, a fronte di un continuo calo della domanda, invece di fare investimenti e di ridurre i prezzi, come vorrebbe la prima legge dell’economia, non hanno pensato altro che aumentare a livello stellare il biglietto, sperando di protrarre all’infinito il loro parassitismo.
Non piango per gli speculatori che hanno comprato buchi nelle località turistiche cercando di affittarli a prezzi sempre più folli, nella speranza malriposta di cavare soldi dal sangue della gente.
Piango per un Paese dove la gente in pochi anni è stata impoverita dal crollo del potere d’acquisto al punto che nemmeno la sempre più esigua classe media può permettersi anche una sola settimana di vacanza.
Piango per un Paese dove si buttano 14 (seeee lallero, i conti si faranno alla fine) miliardi di fondi pubblici per un ponte che forse nemmeno si farà mai (ma che renderà comunque un miliardo e mezzo ai costruttori, che si faccia o no), mentre un decimo della popolazione è sotto la soglia di povertà.
Piango per un Paese dove ogni anno da qui al futuro si spenderanno decine di miliardi in armi e munizioni mentre non ci sono soldi per la scuola, la sanità, l’assistenza ai disabili, i servizi pubblici essenziali, le strade provinciali e comunali…
Anzi, ci ripenso: NON PIANGO PER UN PAESE CHE ELEGGE GENTE COME SALVINI, SANTANCHE’ E MELONI PER FARSI MEGLIO DEPREDARE (MA POTREI USARE VERBI PIU’ OFFENSIVI) DA POLITICI CHE NON SONO ALTRO CHE SCAPPATI DI CASA NULLAFACENTI CHE IN OGNI ALTRO SETTORE LAVORATIVO SAREBBERO CONSIDERATI MENO DI ZERO.
11 agosto 2025





