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Esteri

Diversivi e capricci dei leader

L’articolo del prof. Francesco Giavazzi, “DIVERSIVI E CAPRICCI DEI LEADER”, analizza i problemi esistenziali che affliggono sia gli Stati Uniti che l’Europa, sostenendo che la “guerra dei dazi” è solo un diversivo per i leader politici, in particolare per Donald Trump e Ursula von der Leyen, per evitare di affrontare questioni più complesse.

Per gli Stati Uniti, il problema esistenziale è la centralità del dollaro come perno dell’economia mondiale. La certezza che il dollaro e le attività finanziarie statunitensi siano un rifugio sicuro è messa in discussione dall’amministrazione Trump, come dimostra la caduta del valore del dollaro e le difficoltà nell’emissione del debito pubblico. La “guerra dei dazi” porterà a un rallentamento della crescita e a un aumento dell’inflazione, fattori che potrebbero influenzare le future elezioni.

Per l’Europa, la sfida principale è la produttività. Dopo aver annullato il divario con gli USA tra il 1945 e il 1995, negli ultimi trent’anni la distanza è tornata ad aumentare. Le cause principali sono la lentezza nell’adozione delle tecnologie digitali e l’incapacità di sfruttare appieno i benefici di un mercato unico, che rimane fortemente segmentato.

L’articolo si concentra poi sull’Italia, sostenendo che il governo Meloni, pur dedicandosi molto alle questioni internazionali, ha trascurato il problema della produttività. Vengono citati dati Eurostat che mostrano un calo della produttività del lavoro tra il 2022 e il 2025. Le ragioni di questo calo sono attribuite a interventi fiscali che incentivano le piccole aziende, a uno spostamento delle ore lavorate verso settori a minor valore aggiunto e all’abolizione dell’ACE. Infine, Giavazzi critica l’eccessivo costo dell’energia in Italia rispetto alla Germania, a causa della dipendenza dal prezzo del gas e del sistema di sussidi alle rinnovabili che, pur essendo nate per incentivare la transizione, oggi sembrano favorire pochi operatori consolidati.

3 agosto 2025