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L’articolo de La Stampa, “Il suk delle università telematiche” di Elena Forte, affronta il dibattito in corso sulla qualità e il ruolo delle università telematiche in Italia, che stanno crescendo esponenzialmente e superando in numero di iscritti anche atenei tradizionali come La Sapienza.
La crescita e il dibattito
Le università online in Italia, pur essendo solo 11 a fronte di 61 statali e 20 private, contano quasi 294.000 studenti, un numero raddoppiato rispetto al 2019-2020. Questa crescita, del 20-30% annuo (contro il 3% degli atenei statali), si è intensificata durante il Covid ma è proseguita anche dopo la pandemia.
Le critiche e le alleanze inedite
Nonostante la loro diffusione, le università telematiche sono oggetto di forti critiche:
- Confindustria, con il suo presidente Emanuele Orsini, ha chiesto una stretta alla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, contestando la qualità dell’insegnamento e la sproporzione tra studenti e docenti. Orsini denuncia un rapporto di 1 docente ogni 385 studenti, contro l’1 a 35/40 delle università tradizionali, criticando la mancanza di “aspetto umano”.
- La CGIL si è unita a Confindustria, formando un’alleanza inaspettata, esprimendo preoccupazione per la “degenerazione” del sistema universitario italiano.
La difesa delle università telematiche
L’associazione United, che rappresenta le università telematiche italiane, ha risposto alle critiche sottolineando il loro ruolo cruciale in un Paese penultimo in Europa per numero di laureati. Affermano di intercettare le esigenze di oltre 250.000 studenti (il 13% del totale), di cui oltre il 70% sono lavoratori che altrimenti non avrebbero accesso all’istruzione universitaria tradizionale.
Scandali e controversie
L’articolo evidenzia anche episodi controversi che alimentano il dibattito:
- La condanna in primo grado a cinque anni dell’ex ministro Vincenzo Scotti, fondatore della Link Campus, per una “truffa sistemica” con esami fantasma e titoli “regalati”.
- Il caso della “laurea della domenica” della ministra del Lavoro, Marina Calderone, sempre alla Link Campus, con accuse di esami facilitati e svolti anche di domenica.
La vigilanza e i controlli
Vengono sollevati interrogativi sulla vigilanza del ministero e dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca). Un docente che ha lavorato per Pegaso denuncia controlli superficiali e formali, un “esame di laurea su un questionario blindato” e la qualità della didattica basata su “bignami”. L’Anvur ha visitato 20 atenei nel 2023-2024, di cui 6 telematici, e alcune di queste (Cusano, E-Campus, Leonardo da Vinci) hanno ricevuto un giudizio “condizionato”, con due anni per sanare le riserve. Prossime ispezioni sono previste per Mercatorum, Giustino Fortunato, Pegaso e Guglielmo Marconi.
Vantaggi e svantaggi della didattica a distanza
Sergio Talamo del Formez e docente universitario, vede le università telematiche come una grande opportunità, che consente interazione in tempo reale e un notevole risparmio di costi e tempi, a patto che ci siano policy per una fruizione effettiva e verificabile delle lezioni. Tuttavia, Claudia Sunna, docente di UniSalento, sottolinea che il medesimo titolo di laurea non garantisce una formazione comparabile, poiché l’esperienza in presenza include laboratori, seminari e didattica integrativa che non possono essere replicati a distanza.
L’articolo si conclude lasciando aperta la domanda fondamentale: le università telematiche sono un “laureificio” fuori controllo o un’opportunità per ampliare la platea dei laureati in Italia? Il dibattito, con i suoi pro e contro, è ancora in pieno svolgimento.
21 luglio 2025





