Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui racconta come al Forum di Davos sia emersa con forza la figura di Mark Carney, primo ministro canadese, come quella di un vero leader globale — più incisivo e chiaro di molti politici europei.
Afferma Gramellini con una nemmeno tanto sottile ironia: ”A Davos l’Europa ha trovato finalmente un leader. Calmo, realista, autorevole. «L’ordine mondiale è rotto, siamo entrati nell’età brutale», ha esordito con lancinante consapevolezza. Era forse Merz, il cancelliere tedesco? «Ci viene detto che le grandi potenze possono fare quello che vogliono e i deboli devono conformarsi per sopravvivere». Ispirato, schietto, senza complessi. Sarà stato Starmer, il primo ministro inglese?”
Carney ha fatto un discorso lucido e determinato: ha parlato di un ordine mondiale rotto, dell’età brutale in cui viviamo, della necessità di non chiudersi in fortezze nazionali, ma di cooperare tra medie potenze per costruire un nuovo ordine basato su valori condivisi, solidarietà e difesa comune. Ha anche lanciato un monito: “Se non sei al tavolo, sei nel menu”, ovvero o si conta nel mondo o si subisce.
Gramellini gioca ironicamente con le aspettative, attribuendo inizialmente queste parole a diversi leader europei (Merz, Starmer, Sánchez, Meloni, Macron), per poi svelare che sono tutte di Carney. La conclusione è amara e ironica: il leader che servirebbe all’Europa… è canadese.
22 gennaio 2026





