Il Pd scopre che i grillini sono una destra populista

Svegia, Pd! Attenti agli sgambetti di Giuseppe Conte

La scommessa del Partito democratico di Pier Luigi Bersani fu quella di romanizzare i barbari, cioè di fare del Movimento cinque stelle di Beppe Grillo e Roberto Casaleggio una formazione compatibile con i valori e le politiche della sinistra. A più di dieci anni di distanza la scommessa risulta perduta. Il Movimento che non era di destra né di sinistra, nel corso del tempo è peggiorato: sotto la guida di Giuseppe Conte è diventato definitivamente un coerente partito di destra. Una destra certamente particolare, più simile alla Lega – vecchia compagna d’avventure – che a Fratelli d’Italia, capace di amalgamare antipolitica, inclinazione assistenzialista e agnosticismo sui grandi valori con tendenze a preferire le politiche reazionarie e antidemocratiche, da Donald Trump a Vladimir Putin (...) Solo in un caso potrebbe esserci l'intesa tra Pd e Conte: se il Pd diventasse completamente e irreversibilmente un partito populista, senza grandi idee, caciarone e demagogico. Allora sì sarebbero non solo alleabili ma indistinguibili. Ma quello non sarebbe più il Pd di Walter Veltroni, Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Pierluigi Castagnetti, David Sassoli. Sarebbe il Pd della Ditta che fu, cioè la sua parodia. È questo quello che vuole Elly Schlein? Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

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Charles Michel lascia la presidenza del Consiglio Europeo

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Strane dimissioni di Michel dalla presidenza del Consiglio europeo

Charles Michel, il belga presidente del consiglio europeo, annuncia le sue dimissioni anticipate dalla carica. Motivo? Candidarsi alle prossime elezioni europee al fine di “perseguire la propria carriera politica come Mep”. Semplice membro del Parlamento (...) Che succederà adessora? In caso di miracoli, tutto tornerà alla normalità. Ma nell'eventualità di un mancato accordo, il Regolamento del Consiglio europeo (articolo 2.4) parla chiaro: nell'ipotesi di defezione del Presidente per un qualsiasi motivo, ad assumerne le funzioni sino alla nomina del nuovo responsabile è il capo di governo del Paese che ha la presidenza semestrale del Consiglio. Che nel caso specifico spetta all'Ungheria. Ed ecco allora spuntare il nome di Viktor Orban, da molti considerato l'avatar di Vladimir Putin.

 

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Due anni di aggressione russa all’Ucraina

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L'operazione militare speciale di Putin continua

Con i disastri provocati dall’aggressione all’Ucraina, Putin non può rinunciare a una vittoria completa: de-nazificazione, smilitarizzazione, russificazione dell’Ucraina (ricordiamo anche quanto vuole fare Kirill con i “gay”, stranamente non menzionato dai cd “putiniani” italici) (...) Le opinioni pubbliche ucraina e russa sono a favore della continuazione del conflitto. Forse l'unico evento che potrebbe avere un impatto maggiore di qualsiasi altro sull'esito della guerra in Ucraina è l'elezione di Donald Trump a presidente degli Usa, qualora beninteso mantenga fede alle sue dichiarazioni elettorali. Il commento del gen. Carlo Jean sul sito Formiche.

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