Mélenchon isolato. E gli entusiasmi della sinistra italiana?

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Melenchon non potrà cantare vittoria, mentre Macron...

Commentatori sbrigativi seguiti da politici italiani facili a scambiare lucciole per lanterne – tra questi tanti giovani dirigenti del Partito democratico, "UNITI SI VINCE'', ripetevano a pappagallo: ma come, dove? Calma ragazzi: ora forse capirete che uniti si può certamente impedire a un altro di vincere ma poi governare è un'altra cosa e che dunque "desistenza" non equivale a "governo". Dieci giorni dopo il voto infatti Mélenchon è isolato da un cordone sanitario allestito dai suoi compagni di strada nel Nouveau Front Populaire, socialisti, ecologisti e persino comunisti, che hanno avanzato come possibile premier il nome di Laurence Tubiana, economista, grande esperta di ambiente, profilo di indipendente progressista, «non incompatibile con Macron», hanno detto quelli di France Insoumise come se fosse un insulto e che invece può essere la chiave di volta. Vedremo. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

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I sovranisti e l’estate nera del nostro scontento

Ma cosa succede negli Stati Uniti?

Da Trump e dai suoi seguaci c’è da aspettarsi tutto. L’eco di quel «fight!» pronunciato con il pugno chiuso dall’assalitore di Capitol Hill circondato dai suoi gorilla è destinata a perpetuarsi in questa lunga notte americana e certamente anche dopo, non si sa se ancora col volto dell’eversione, se il tycoon perderà, o con quello di una forma inedita di dispotismo, se dovesse impadronirsi della Casa Bianca. E intanto i Democratici brancolano e anche in questo caso nessuno sa se il Presidente resterà o passerà la mano. È l’estate più difficile della democrazia americana. E dunque per il mondo. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

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La settimana decisiva per il futuro dell’Europa (e non solo)

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L''estate calda, caldissima, di Ue e Stati Uniti, per non parlare dell'autunno

Quando i giornali scrivono che sarà una settimana decisiva molte volte esagerano. Stavolta no. Domenica prossima si vota in Francia per il primo turno delle elezioni legislative. Giovedì notte (in Italia) si terrà il primo duello televisivo tra Joe Biden e Donald Trump, che sarà trasmesso in diretta da Nove (brava mamma Rai…). Nei prossimi giorni poi le trattative decisive per le nomine europee in vista del Consiglio europeo del 27 e 28 (...) La partita che si gioca in Francia è con ogni evidenza emblematica e decisiva, persino drammatica. Le ultime notizie dicono che dal contrasto tra le tre forze del Paese – Il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella, la sinistra del Front populaire e il centro di Emmanuel Macron, Renaissance – potrebbe scaturire una situazione di stallo totale, che significherebbe però una cosa chiara: che le mani della destra su Parigi in qualche modo sarebbero state fermate. Domenica avremo qualche indicazione in attesa del secondo turno di domenica 7 luglio. Con il sistema dei ballottaggi è veramente difficile fare previsioni. Nei collegi dove ci saranno tre candidati (la soglia per accedere al secondo turno è del 12,5 degli elettori) ci saranno le "desistenze" tra macroniani e sinistra? Possibile ma tutt'altro che automatico: l'elettore comunista voterebbe un macroniano, e viceversa? Comunque, a quanto pare, negli ultimi giorni gli anti-lepenisti starebbero crescendo. Una cosa è prevedibile: un eventuale "pareggio", uno stallo, rafforzerebbe il ruolo centrale del presidente francese. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

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