Il presidente degli Stati Uniti appare sempre più incomprensibilmente contradditorio. Dice una cosa, si smentisce, ne dice un’altra, segue nuova smentita. Donald Trump si circonda di tanti, troppi, yes man. C’è una precisa strategia in lui che molti nell’Occidente faticano a comprendere?
È una domanda molto pertinente che tocca il cuore della percezione del fenomeno Donald Trump da parte dell’Occidente “tradizionale”. L’analisi politica e della comunicazione suggerisce che ciò che appare come “incomprensibilmente contraddittorio” o il circondarsi di “yes men” non è necessariamente casuale, ma può far parte di una precisa strategia comunicativa e politica.
Ecco alcuni punti chiave per interpretare questi atteggiamenti:
- Strategia comunicativa basata sulla semplicità e l’emozione:
- Linguaggio semplice e diretto: Trump utilizza un linguaggio che si distacca dalle convenzioni istituzionali, spesso ricorrendo alla semplificazione estrema, all’insulto o a messaggi forti e riconoscibili. Questo stile crea un senso di connessione diretta con una parte del suo elettorato, presentandosi come “uno del popolo” contro l’establishment.Focus sull’emozione: ignorare la realtà o il pensiero razionale in favore delle emozioni (come rabbia, paura, senso di ingiustizia) è una mossa logica in quanto le persone sono spesso più influenzabili dall’emotività che dai fatti complessi.
- Volatilità e disorientamento: le contraddizioni e le smentite continue possono essere interpretate come un modo per disorientare gli avversari, i media e l’opinione pubblica, rendendo difficile contrastare la sua narrazione o definire una posizione chiara su di lui.
- “Brand” personale e polarizzazione:
- Costruzione di un brand forte: la sua figura è un “brand” personale basato su concetti come “determinazione,” “autorità” e l’essere “diverso” da tutti gli altri politici. La coerenza non è nel contenuto delle dichiarazioni, ma nella coerenza del personaggio (il combattente, il vincitore, l’anti-sistema).
- “Us vs. Them”: il suo stile alimenta la polarizzazione del dibattito, creando un forte senso di appartenenza tra i suoi sostenitori (il gruppo degli “Us”) contro i suoi antagonisti (“Them” che include media, establishment, opposizione). Le sue uscite, anche se estreme, rafforzano il legame con la sua base elettorale.
- Il ruolo dei “Yes men” e del potere:
- Rafforzamento dell’autorità: circondarsi di persone che non mettono in discussione la sua leadership rafforza l’immagine di un capo assoluto e determinato.
- Esecuzione rapida e fedeltà: in un contesto di alta volatilità e rapidità decisionale (o di smentita), avere collaboratori fedeli e pronti ad eseguire gli ordini, anche se in contrasto con le posizioni precedenti, è cruciale per mantenere il controllo sulla narrazione e sull’azione politica.
In sintesi, ciò che appare contraddittorio o irrazionale a molti osservatori occidentali è spesso la manifestazione di una strategia di comunicazione politica post-moderna che dà la priorità al sentimento e all’identificazione del brand personale rispetto alla coerenza fattuale o al tradizionale linguaggio istituzionale.
12 ottobre 2025





