Monica Perosino ha pubblicato un articolo su La Stampa in cui analizza il rinnovato tentativo di Donald Trump di porre la Groenlandia sotto l’influenza statunitense. Dopo il fallimentare tentativo di “acquisto” del 2019, la nuova strategia di Washington punterebbe a proporre a Nuuk (la capitale groenlandese) un Cofa (Compact of Free Association)
Sostiene la Perosino che ”È giuridicamente impossibile che Nuuk firmi un trattato come il Cofa e passi sotto il controllo Usa. Secondo il diritto internazionale, no. «La Groenlandia non è uno Stato sovrano, ma parte del Regno di Danimarca», spiega l’esperta di governance internazionale Ekaterina Antsygina, Universität Hamburg: «Lo status della Groenlandia all’interno del Regno di Danimarca è saldamente radicato nel diritto internazionale. La sovranità della Danimarca sull’isola è stata costantemente sostenuta attraverso una pacifica e continua dimostrazione di autorità, l’acquiescenza da parte di altri Stati e il riconoscimento nei consessi internazionali. Le dichiarazioni del Presidente Trump, pur essendo provocatorie, trascurano i solidi fondamenti giuridici della sovranità della Danimarca sulla Groenlandia». Inoltre, sebbene l’isola goda di una significativa autonomia ai sensi della Legge sull’Autogoverno del 2009, «il suo diritto all’autodeterminazione garantisce che qualsiasi passo verso l’indipendenza sarà una decisione democratica del popolo groenlandese» che, per ora, però non è stata presa. In altre parole: negoziare direttamente con Nuuk un accordo di sicurezza che escluda Copenaghen «non ha una base legale».
I punti chiave dell’analisi sono:
- Cos’è il Cofa: è un trattato di libera associazione (già usato dagli USA con alcuni stati del Pacifico) in cui Washington riconosce l’indipendenza di un Paese e ne finanzia l’assistenza, assumendosi però la responsabilità della sua difesa e ottenendo in cambio il diritto di installare basi militari strategiche.
- L’ostacolo giuridico: gli esperti di diritto internazionale chiariscono che un accordo diretto tra USA e Groenlandia non è legalmente possibile. La Groenlandia non è uno Stato sovrano ma parte del Regno di Danimarca. Sebbene goda di ampia autonomia, la sovranità spetta a Copenaghen e ogni passo verso l’indipendenza deve seguire un processo democratico interno non ancora avvenuto.
- Il termine “colonia”: l’articolo smentisce la retorica dell’entourage di Trump (come Stephen Miller) che definisce l’isola una “colonia danese”. Giuridicamente è un territorio autonomo con diritto all’autodeterminazione, non un possedimento coloniale.
- Perché gli USA la vogliono: l’interesse non è solo immobiliare ma geopolitico. La Groenlandia si trova sul Giuk Gap, un corridoio marittimo vitale per monitorare i sottomarini russi e cinesi che entrano nell’Atlantico. Gli USA possiedono già la base di Pituffik (ex Thule), ma puntano a un controllo totale per la sicurezza nazionale.
- Il ruolo dell’Europa: in conclusione, l’articolo evidenzia un monito degli analisti: la Groenlandia non è in vendita, ma se l’Europa non investirà seriamente nella propria sicurezza e in passi strategici nel Nord Atlantico, lascerà l’isola esposta alle pressioni e alle priorità delle grandi potenze esterne (USA, Russia o Cina).
- 7 gennaio 2026





