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Racconti

Se

di Agostino Roncallo

Avevo avuto il primo vero contatto con la guerra, la guerra vera, quella fatta di morte, di vite spezzate. Ma non immaginavo che quel contatto occasionale potesse diventare una relazione stretta. Fino a quel giorno, chiudere il portone di casa significava lasciar fuori tutto quello che era indesiderato, la guerra in primo luogo. Ma in quei giorni qualcosa cambiò: stavo per entrare nella guerra, non avrei più avuto portoni da chiudere alle mie spalle. Tutto iniziò quando la signora del piano di sotto, che aveva in affitto tre stanze, venne a farmi visita. Era amabile per me parlare con quella signora, mi sentivo grande, e il mio piacere era anche il suo. I nostro incontri divennero così più frequenti fino al giorno in cui mi disse: non le piacerebbe far parte di loro? Loro, erano i partigiani. Rimasi spiazzata da quella domanda, era come se i miei sogni di adolescente si fossero spezzati all’improvviso. Mi dicevo che no, non potevo accettare e lasciare così i miei genitori nell’angoscia. Certo, avevo visto dei morti ma, proprio per quello, capivo che non avrei mai potuto uccidere.  Ma non si tratta di questo – disse la signora sorridendo – non si tratta di andare con loro ma di operare per loro. Hanno bisogno di un collegamento sicuro con la direzione dello stabilimento. Da tempo la osservano: lei è l’unica ragazza del paese che gira con quella bicicletta d’argento, in pantaloni, con quella giacca a vento speciale. È tanto in vista che potrebbe fare qualsiasi cosa senza essere notata e, in più, è la figlia del direttore della stabilimento. Chi meglio di lei?

Dovevo parlarne con papà. Approfittai di un momento in cui la mamma si era allontanata. Papà devo dirti una cosa seria. E gli raccontai tutto quanto mi aveva detto quella signora. Lui rispose che dovevamo andare a parlarne in ufficio, la mamma non doveva sapere nulla. Là, mi disse: ascoltami bene, non una parola di quello che dirò dovrà uscire dalla tua bocca. Qualunque cosa succeda, devi tacere con tutti, essere la ragazzina di sempre. Ne va della vita di tante persone. Te la senti?

Sì, risposi.

Quella sera andai a letto presto. Avevo voglia di restare da sola, con i miei pensieri.

18 maggio 2025

4. Continua