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Racconti

Il vino di Luca. 5

di Antonello Catani

Ogni esecuzione era inoltre interrotta o anche esaltata dal flusso continuo di piatti e bottiglie che affluivano con stravagante varietà, in modo tale che ardenti dispute sui temi politici del giorno, per esempio, venivano accantonate senza ritegno di fronte ai vassoi colmi di croccanti calamari fritti, polipi all’aceto, bocconi di mare bolliti, lumache striate al sugo rosso, anguille dal ventre dorato alla brace, aragoste con le chele ormai innocue e la cui polpa invitava ad afrodisiaci morsi, assaggi di pasta ai frutti di mare o di riso al sugo di seppia e…

      Sì, bisogna ammettere che la varietà e l’abbondanza non mancavano, e supposto anche, in base alla nostra sensazione, che si trattasse in fondo di un pretesto per altri fini meno corporei e superficiali, sta di fatto che il rito veniva immancabilmente consumato con un fervore e un appetito che sembravano escludere ogni altra più nobile motivazione.

      Una descrizione completa e particolareggiata del menù di queste riunioni ospiti di uno dei ristoranti di fiducia non aggiungerebbe granchè allo scenario sopra descritto. Basti dire che, dopo i variopinti vassoi colmi di ravanelli, pomodori freschi, sedani, cetrioli e, quando c’erano, carciofi; dopo i vassoi di frutta di stagione e di dolci alle mandorle; dopo i giri di caffè, acquavite o whisky, il rito si chiudeva con esercitazioni matematiche, talvolta complicate e ripetute, che avevano lo scopo di distribuire equamente il conto pro capite.   

     Neanche l’atmosfera del successivo riemergere a riveder le stelle, ormai appesantita e più fiacca di quella iniziale, nonostante anarchiche quanto effervescenti minzioni contra muros prima di salire ognuno sulla propria vettura, neanche essa, dicevamo, aggiungeva ormai elementi significativi all’evento. Soddisfatti dalle invettive e salacità ricevute o inflitte, intimamente rassicurati e confortati dalla replica e conferma di quell’esser-ci collettivo, che ancora una volta non li aveva traditi con qualche fatale defezione e assenza, essi potevano ormai riprendere ognuno la strada di casa, pervasi da una pacata fiducia nella continuità delle cose e anzi rassicurati dalla verifica che certe cose erano sempre lì…

18 maggio 2025