Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Curiosità

Parlamentari ceduti a tempo per dare corpo ai centrismi

Massimo Franco nella sua Nota quotidiana pubblicata sul Corriere della Sera scrive del fenomeno anomalo dei parlamentari “in prestito” agli altri partiti sia facenti parte della maggioranza di govern sia dell’opposizione.

In vista delle prossime elezioni politiche, si assiste infatti sia a destra sia a sinistra a una vera e propria transumanza concordata: i partiti maggiori cedono temporaneamente propri deputati e senatori a forze centriste o alleate minori per consentire loro di formare un gruppo parlamentare autonomo all’interno del Gruppo Misto.

Puntualizza, dal suo punto di vista, Franco: ’’È nata la nebulosa dei parlamentari «in prestito». Grumi centristi a supporto della sinistra e della destra. Oppure deputati o senatori della sinistra concessi per far sopravvivere una sua appendice. Tutti funzionali alla strategia dei partiti maggiori, e perfino allo scontro negli schieramenti. Sono i paradossi non solo di una riforma elettorale che imponendo di raccogliere 6.000 firme invece di 1.500 a chi non è già in Parlamento, spinge a creare formazioni artificiose. È anche il riflesso dell’incapacità dei «cento fiori» del centrismo di unirsi. Si tratta di una sorta di trasformismo pilotato dall’alto; di una piccola transumanza concordata con forze che donano «sangue» dei propri eletti a chi altrimenti non riesce a creare un gruppo’’.

E conclude: ’’Ma non è generosità: sperano di trarne benefici elettorali. O contrastando altre piccole schegge moderate per arginarne la crescita; o per sgonfiare l’ascesa di estremismi come quello di Futuro nazionale di Roberto Vannacci; o per dimostrare agli avversari che ognuno ha la sua vetrina moderata da offrire agli elettori. Non è uno spettacolo esaltante, perché rivela le manovre di un ceto politico con una rappresentanza popolare tutta da provare. Ma fotografa un sistema nel quale ognuno ha il terrore di perdere per pochi punti percentuali. Ed è costretto a inseguire il premio di maggioranza in seggi, che scatta oltre il 42% dei voti. La piccola «banca» di questi scambi è il Gruppo Misto, che raggruppa parlamentari percepiti come politicamente apolidi. Il limbo, tuttavia, permette loro libertà di manovra ’’.

Le cause del fenomeno

Questa dinamica risponde a due esigenze principali:

  1. Ostacolo burocratico della riforma elettorale: chi non ha già una rappresentanza parlamentare è tenuto a raccogliere 6.000 firme anziché 1.500; ricevere parlamentari “in prestito” permette di aggirare questa tagliola.
  2. Frammentazione del centro: riflette la cronica incapacità dei piccoli partiti moderati e centristi di unificarsi autonomamente.

I calcoli strategici dei grandi partiti

Non si tratta di generosità, ma di un trasformismo pilotato per ragioni di calcolo elettorale:

  • Inseguimento della maggioranza: i blocchi cercano di rosicchiare ogni singolo punto percentuale per superare la soglia del 42% che fa scattare il premio di maggioranza in seggi.
  • Contenimento degli estremismi: offrire una “vetrina moderata” serve a bilanciare o depotenziare frange più estreme (come Futuro Nazionale di Roberto Vannacci).
  • Concorrenza tra schieramenti: dimostrare di avere un’area centrista attrattiva da offrire all’elettorato.

Gli esempi citati nell’articolo

  • Campo progressista / Sinistra:
    • Andrea Crisanti: ceduto dal PD al Senato ad AVS per rappresentare Rifondazione Comunista ed esentarla dalla raccolta firme.
    • Più Uno (Ernesto Maria Ruffini): si avvale di Bruno Tabacci e altri quattro deputati per evitare il vincolo delle firme.
    • Alessandro Onorato: supportato dal M5S (che gli ha “prestato” il senatore Luigi Nave) e appoggiato da Avanti PSI di Enzo Maraio.
  • Centrodestra:
    • Giorgia Meloni / FdI: ha offerto a Cateno De Luca (Sud chiama Nord) due deputati siciliani eletti in FdI (Manlio Messina e Luca Sbardella) per integrare la coalizione e contrastare l’ascesa di Vannacci.

Conclusione

Massimo Franco definisce questo spettacolo un “trasformismo di regime” condotto da una classe politica dalla rappresentanza popolare incerta. Mostra un centrismo frammentato e privo di autonomia, ormai condannato alla subalternità rispetto ai due poli principali.

24 ottobre 2026