Ruggiero Corcella, sul Corriere della Sera, analizza il fenomeno dei cosiddetti «super ager»: persone over 80 che mantengono capacità fisiche e mentali eccezionali, ben superiori alla media dei loro coetanei.
Più che puntare a record di longevità estrema (come i 120 o 150 anni spesso citati nel dibattito pubblico), la ricerca scientifica si concentra sulla qualità dell’invecchiamento. Dall’analisi emergono cinque pilastri fondamentali per invecchiare con successo.
Suggerisce Corcella: ”La prima regola è l’alimentazione. I «super ager» non seguono diete miracolose, ma uno schema semplice e coerente nel tempo: cibi poco processati, prevalenza di alimenti vegetali, grassi di buona qualità. Marion Nestle, 89 anni, esperta di nutrizione citata dal Washington Post, riassume il principio in modo essenziale: mangiare «cibo vero». La vita di Maria Branyas Morera, vissuta fino a 117 anni, conferma questo approccio: dieta mediterranea, yogurt naturale, pesce, frutta, verdura e olio d’oliva. Gli studi scientifici associano questo modello a minore rischio cardiovascolare e metabolico, due snodi cruciali dell’invecchiamento”.
1. Alimentazione: il “cibo vero”
I centenari e i super ager non seguono regimi estremi, ma una dieta costante basata su:
- Alimenti poco processati: prevalenza di vegetali, pesce, frutta e olio d’oliva (modello Dieta Mediterranea).
- Qualità dei grassi: utilizzo di grassi sani e riduzione di zuccheri raffinati.
- Semplicità: come suggerito dall’esperta Marion Nestle, la chiave è consumare “cibo vero” in modo coerente nel tempo.
2. Attività fisica: la continuità
Il movimento è il fattore più solido per la salute cerebrale e muscolare.
- Non solo cardio: è fondamentale combinare l’attività aerobica con l’allenamento di forza per contrastare la perdita di massa muscolare.
- Mai troppo tardi: la ricerca dimostra benefici significativi anche per chi inizia a muoversi in età avanzata.
3. Relazioni sociali: un antidoto al declino
L’isolamento sociale è un fattore di rischio paragonabile a patologie fisiche.
- Restare connessi con amici e comunità stimola le funzioni cognitive complesse.
- Il supporto sociale funge da cuscinetto contro la depressione e il declino mentale.
4. Resilienza e capacità di reazione
Invecchiare bene non significa essere immuni dalle malattie, ma avere la capacità di recuperare.
- I super ager mostrano una grande capacità di tornare alle sane abitudini (sonno, dieta, socialità) dopo traumi o problemi di salute.
5. Atteggiamento mentale: ottimismo pragmatico
La psicologia positiva gioca un ruolo cruciale. Affrontare la vita con la convinzione che i problemi siano transitori aiuta a:
- Modulare lo stress, riducendo l’impatto del cortisolo sull’organismo.
- Mantenere alta la motivazione verso uno stile di vita sano.
In sintesi: La longevità non è solo una questione di genetica o tecnologie del futuro, ma il risultato di abitudini quotidiane radicate nella semplicità, nel movimento e nella cura dei legami umani.
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