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Curiosità

La ”nuova casetta” della premier Meloni

Perchè non si parla dello strano acquisto della villetta della presidente del Consiglio? I soldi da dove li ha tirati fuori? Chi è che le ha venduto questa ”casetta”? Corrisponde al vero che il venditore o i venditori le hanno pagato la ristrutturazione? Il tutto non genera qualche piccolo sospetto? Il tutto sembra volutamente silenziato, mentre anche gli stessi elettori di Giorgia Meloni vorrebbero saperne di più.

Ebbene, sull’web circolano, a tal proposito, interessanti notizie.

L’acquisto della villa a Mostacciano da parte di Giorgia Meloni è stato in realtà al centro di ampie polemiche giornalistiche e di interrogazioni parlamentari. I dettagli emersi dalle inchieste dei media (in particolare del quotidiano Domani e della trasmissione Report) e le relative risposte ufficiali chiariscono i vari punti della vicenda:

La provenienza dei fondi

I 1,2 milioni di euro per l’acquisto sono stati versati senza l’accensione di un mutuo bancario. La provenienza del denaro è legata ai proventi derivanti dalle vendite e dai diritti d’autore del suo libro autobiografico “Io sono Giorgia”, oltre che ai suoi regolari redditi istituzionali accumulati negli anni.

I diritti d’autore del libro Io sono Giorgia hanno contribuito in modo determinante al picco di reddito dichiarato da Giorgia Meloni nel 2023 (relativo all’anno d’imposta precedente), anno in cui l’incasso complessivo ha raggiunto i 459.460 euro (quasi il doppio rispetto ai circa 293mila euro precedenti). Non esiste una cifra scorporata ufficiale ed esclusiva per la singola opera, ma l’aumento di oltre 165.000 euro di entrate è stato attribuito al boom delle vendite e dei diritti editoriali. Per arrivare al 1.200.000 euro corrisposti per l’acquisto della villetta della Meloni, però, ci vuole ben altro!

L’identità dei venditori

L’immobile è stato acquistato dai figli di Giancarlo Scarozza, un noto imprenditore eivare architetto romano.

  • Il contesto: Il nome di Scarozza e dell’ex moglie Lucia Mockbell (sorella di Gennaro Mokbel, esponente legato all’estrema destra romana coinvolto in passato in inchieste per riciclaggio) erano emersi anni prima nello scandalo dei “Punti Verdi Qualità” del Comune di Roma.
  • La replica: la Presidente del Consiglio ha dichiarato pubblicamente di non conoscere i venditori e di non essere a conoscenza delle loro passate vicende giudiziarie o familiari (una solenne e pietosa bugia, chi è che comprerebbe una casa da persone sconosciute? Forse il solo ingenuo Delmastro o l’ex ministro Claudio Scajola…).

La ristrutturazione a carico dei venditori

Sì, corrisponde al vero che il contratto prevedeva che i lavori di ristrutturazione fossero a carico della parte venditrice.

  • L’accordo: l’accordo preliminare stabiliva che i venditori dovessero farsi carico di interventi di efficientamento energetico e ammodernamento prima del passaggio di proprietà definitivo. Il valore stimato di tali lavori si aggira intorno ai 300.000 euro. Un’altra stranezza!
  • La polemica: le opposizioni (in primis il Movimento 5 Stelle) hanno sollevato forti dubbi sull’anomalia di una simile formula commerciale, evidenziando anche come la premier sia entrata in possesso della casa a giugno 2024, mesi prima del rogito notarile avvenuto a dicembre dello stesso anno.

La questione dell’accatastamento

Un altro aspetto sollevato dalle inchieste riguarda la classificazione dell’immobile, registrato al catasto come “villino” (categoria A/7) anziché come “villa” (categoria A/8). Secondo i critici, questa classificazione le avrebbe permesso di risparmiare circa 70.000 euro di tasse. La difesa della premier e i documenti emersi dall’Agenzia delle Entrate hanno invece sostenuto che l’accatastamento sia perfettamente in linea con gli standard urbanistici delle altre abitazioni della zona residenziale di Mostacciano. In Gran Bretagna, per un caso simile la vice premier di Keir Starmer è stata costretta a dimettersi!

La residenza privata acquistata da Giorgia Meloni nel 2023 è, ovviamente, al centro di polemiche politiche e mediatiche per la compravendita, la categoria catastale e i lavori di ristrutturazione.

Dettagli dell’immobile

  • Acquisto: acquistata nel 2023 per circa 1,1 milioni di euro.
  • Dimensioni: una superficie di circa 347- 433 metri quadrati con piscina.
  • Catasto: registrata come “villino” (categoria A/7) anziché come “villa di lusso” (A/8), elemento che secondo alcune inchieste avrebbe generato un risparmio fiscale.

Le polemiche e le interrogazioni

  • Inchieste giornalistiche: approfondimenti televisivi (come quelli di ReportRai3 e trasmissioni come DiMartedì hanno sollevato dubbi sui vecchi proprietari e sul classamento catastale.
  • Interrogazione parlamentare: nel gennaio 2025 i parlamentari di Italia Viva hanno presentato un’interrogazione per fare luce sui costi e sui lavori. Il governo ha replicato che non sono stati impiegati fondi pubblici per la ristrutturazione. E vorrei vedere!

Per una ricostruzione dettagliata dell’inchiesta sull’acquisto della casa e sulla classificazione catastale:

26 luglio 2026