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Editoriali

La campagna elettorale è già iniziata

Carlo Verdelli ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale sostiene che, anche se le elezioni politiche sono ufficialmente previste per settembre 2027, la campagna elettorale sia già cominciata. La maggioranza, infatti, sta accelerando su una serie di iniziative che, secondo l’autore, hanno anche una forte valenza elettorale: sicurezza e immigrazione, riduzione del bollo, contenimento dei prezzi dei carburanti, riforma della Rai e soprattutto nuova legge elettorale.

Scrive Verdelli: ”L’ultimo, i gazebo di Fratelli d’Italia contro un’ipotetica «diffusione dell’integralismo islamico». Oppure, per restare in tema sicurezza, il sollecito fuorilegge del ministro Tajani ai giudici: «Colpirne uno per educarne cento» (i delinquenti, s’intende). O ancora la scelta di Giorgia Meloni di disertare una cruciale Assemblea generale dell’Onu per la cena di gala della Fashion Week di Milano: passaggi tv, foto, persino un «sei bellissima». Mobilitazione permanente e martellante, iniziata con la mossa di eliminare, per un segmento di veicoli, il pagamento del bollo auto e moto: risparmio per l’utente di 10 euro al mese, costo per l’anno in corso di 2 miliardi 300 milioni, fondi che non c’erano e che non vanno a beneficio di un debito pubblico ormai oltre la soglia dei 3 mila miliardi. Alla fine, pagheranno i soliti noti (dipendenti e pensionati, su tutti). Però, abbiamo tolto la «tassa più odiata», scene di giubilo nei salotti tv del mattino, e non soltanto”.

E prosegue: ”Ancora, va registrata un’accelerata su come debba essere la nuova governance della Rai, con un blitz che permetta di nominare i vertici già a gennaio e garantirsi, a mal pensare, non tanto un più di efficienza, che non guasterebbe, ma un ulteriore più di sostegno alla causa della maggioranza. E a proposito di accelerazioni, c’è quella perentoria sulla nuova legge elettorale. Basterebbero 30 «infedeli» a fare saltare una riforma, che tra le altre cose, con l’indicazione del candidato premier, rappresenta un passo importante verso l’altro grande cambiamento nei piani dell’attuale presidente del Consiglio: quel premierato che, in caso di vittoria alle urne, diventerebbe il suo primo punto in agenda, garantendo maggiore stabilità a chi governa. Il che, caldeggiato da chi ha appena battuto il record di longevità, suona come una premura che forse nasconde altro: per esempio, un ridisegno a favore dell’esecutivo degli equilibri istituzionali, diversamente da come previsto in Costituzione”.

Il governo appare quindi molto più rapido e determinato dell’opposizione, che invece procede lentamente, divisa sulla leadership e su questioni fondamentali come Europa, Ucraina e spese militari. Il centrosinistra, osserva Verdelli, non dispone ancora di un programma comune, mentre nella maggioranza, pur non mancando tensioni interne — soprattutto per la crescita di Vannacci e i rapporti fra Salvini, Tajani e Forza Italia — prevale una maggiore capacità di iniziativa.

Particolarmente significativa è per Verdelli la riforma elettorale con indicazione del candidato premier, perché potrebbe preparare il terreno al progetto del premierato. L’autore vede quindi il rischio che, dietro l’obiettivo dichiarato della stabilità, si nasconda un più profondo riequilibrio dei rapporti istituzionali a favore dell’esecutivo.

Un altro punto critico riguarda il decreto che introduce il tetto del 30% agli alunni stranieri nelle scuole e vieta burqa e niqab. Verdelli non entra tanto nel merito della norma quanto nel modo in cui viene utilizzata politicamente: contesta soprattutto il tentativo di coinvolgere Sergio Mattarella nella polemica, ricordando che una sua precedente circolare sulla presenza degli stranieri nelle classi aveva finalità opposte, cioè favorire l’integrazione.

Da qui l’appello centrale dell’editoriale: una «moratoria Mattarella» durante la campagna elettorale. Il presidente della Repubblica dovrebbe essere lasciato fuori dalla contesa politica e mantenere il proprio ruolo di arbitro istituzionale, senza essere chiamato strumentalmente a sostegno delle rispettive posizioni.

Il messaggio di fondo

L’editoriale descrive dunque una situazione nella quale la maggioranza sembra già muoversi con logica pre-elettorale, utilizzando provvedimenti concreti, comunicazione e riforme istituzionali per consolidare il proprio consenso, mentre l’opposizione è ancora impegnata a risolvere le proprie divisioni.

Verdelli individua però un limite istituzionale da non oltrepassare: la competizione elettorale non dovrebbe coinvolgere il Quirinale. Mattarella, proprio perché rappresenta un punto di equilibrio costituzionale, deve restare al di sopra della contesa tra maggioranza e opposizioni.

Il post scriptum sulla Nazionale di calcio — con diversi giocatori nati in Italia da genitori africani — aggiunge infine una considerazione simbolica: un’Italia sempre più multiculturale può comunque essere pienamente italiana, come dimostra una Nazionale che rimane «azzurra» pur essendo, nelle parole di Verdelli, una vera e propria «multinazionale».

30 settembre 2026