Beppe Severgnini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui ammette che i giganti americani inventano sempre nuove, portentose tecnologie. Oggi abbiamo a che con i big delle Ai. E se noi, utilizzandole, ci facciamo del male, peggio per noi. Dovevamo stare più attenti.
Scrive Severgnini: ”Alla guida degli Usa, c’è un vegliardo dotato di poca coscienza e grande ego. Donald Trump dice che i timori sono «una truffa», non occorrono nuove regole, basta «un presidente con un quoziente intellettivo elevato». E dov’è?, potremmo rispondergli”.
E prosegue: ”Ma, se anche ci fosse, non basterebbe. Occorre molto di più. Occorre che una tecnologia da cui dipende il destino dell’umanità venga posta sotto il controllo collettivo. Ci stanno arrivando, piano piano, anche alcuni dei protagonisti. Dario Amodei, Ceo di Anthropic, chiede un rallentamento e una regolamentazione statale. Poche ore fa Alex Karp, cofondatore e capo di Palantir, è andato oltre: i rischi sono troppo grandi, L’Ai andrebbe nazionalizzata”.
La filosofia delle Big Tech e la risposta della politica: da vent’anni i colossi tecnologici statunitensi applicano il principio secondo cui spetta agli utenti stare attenti alle conseguenze dei loro prodotti. Mark Zuckerberg sostiene che il mercato e la concorrenza renderanno sicura l’intelligenza artificiale senza bisogno di rallentare, mentre Donald Trump liquide le preoccupazioni come una «truffa», ritenendo superflue nuove regole.
Le crescenti preoccupazioni dei leader del settore: anche tra i protagonisti del mondo tech cresce la consapevolezza dei pericoli dell’Ai: Dario Amodei (CEO di Anthropic) ha richiesto una regolamentazione statale e un rallentamento nello sviluppo, mentre Alex Karp (cofondatore di Palantir) si è spinto fino a proporre la vera e propria nazionalizzazione dell’Ai a causa dei rischi elevatissimi per l’umanità.
I precedenti storici negli Stati Uniti: la nazionalizzazione non rappresenterebbe un’innovazione assoluta nella storia americana. Negli USA lo Stato è già intervenuto in passato gestendo direttamente settori chiave in momenti critici:
La rete ferroviaria commerciale nel 1917 (USRA) per scopi militari.Il sistema di telefoni e telegrafi nel 1918 (compresa AT&T).
Le riserve d’oro nel 1933 per stabilizzare il dollaro.Centinaia di aziende belliche durante la Seconda Guerra Mondiale (1941–1945).Il trasporto ferroviario negli anni ’70 (Amtrak).Il settore finanziario e immobiliare nel 2008 con l’acquisizione di Fannie Mae e Freddie Mac da parte dell’amministrazione Bush.
L’industria automobilistica nel 2009 con l’intervento statale in General Motors e Chrysler da parte dell’amministrazione Obama (società poi riprivatizzate).
20 settembre 2026





