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Economia

Il debito pubblico pone molti problemi agli Stati Uniti e Trump non dorme la notte

La gestione del debito pubblico statunitense e il clima socio-economico in vista delle elezioni di Midterm del 2026 rappresentano un momento cruciale per l’amministrazione di Donald Trump.

Tra la traiettoria del debito, lo stato delle promesse elettorali del 2024 e le tensioni che agitano la politica americana, la situazione appare complessa e sfaccettata.

1. La montagna del debito: superata la quota 40.000 miliardi

Il debito nazionale statunitense ha superato lo storico e critico traguardo dei 40 trilioni (40.000 miliardi) di dollari.

Wikipedia

La crescita del deficit non si è arrestata, spinta da due fattori principali:

Spesa per gli interessi: con i tassi tenuti alti a lungo dalla Federal Reserve per arginare le fiammate inflazionistiche, il costo per rifinanziare il debito è diventato una delle voci di spesa pubblica più imponenti, superando perfino il budget della Difesa.

Le proroghe fiscali: i tagli alle tasse del 2017 (il Tax Cuts and Jobs Act), di cui Trump ha fortemente promosso il rinnovo permanente, uniti alle nuove misure fiscali di inizio mandato, hanno privato il Tesoro di trilioni di entrate.

2. Le promesse del 2024: realtà o chimera?

Promessa (Campagna 2024)Stato dell’Arte nel 2026Impatto Economico e Politico
Dazi generalizzati e aggressiviImplementati parzialmente / Sotto scontro legaleTrump ha imposto dazi su merci estere, ma le ritorsioni dei partner commerciali e la pronuncia della Corte Suprema su alcuni decreti d’emergenza ne hanno ridimensionato i proventi effettivi, con costi scaricati in parte sui consumatori.
Estensione dei tagli alle tasse per imprese e redditiApprovata a carissimo prezzoÈ stata la principale vittoria legislativa con la maggioranza repubblicana al Congresso, ma ha ampliato drammaticamente il deficit a lungo termine.
Tagli drastici alla burocrazia e alla spesa (DOGE)Risultati limitatiLe iniziative di deregolamentazione ed efficientamento hanno tagliato alcune agenzie minori, ma non hanno toccato i principali motori di spesa (Social Security, Medicare e Defense).
Deflazione e riduzione rapida dei prezziNon pervenutaL’inflazione si è stabilizzata rispetto ai picchi post-pandemici, ma i prezzi al consumo rimangono alti (“sticky inflation”), mantenendo la pressione sull’accessibilità della vita quotidiana.

Le promesse non sono diventate del tutto una “chimera”, ma la promessa di azzerare o ridurre il debito stimolando una crescita miracolosa si è scontrata con la realtà matematica delle finanze pubbliche.

3. Cosa bolle nella pentola delle Midterm?

Le elezioni di metà mandato si preannunciano infuocate per diversi motivi strategici:

Il fattore “carovita” (Affordability): la percezione dell’economia da parte dell’elettore medio si gioca nei supermercati e sulle rate dei mutui. L’incapacità di abbassare drasticamente i costi della vita offre ai Democratici una narrazione efficace per tentare il ribaltamento di Camera o Senato.

La tenuta della maggioranza repubblicana: storicamente, il partito del Presidente in carica perde seggi alle Midterm. Con una maggioranza risicata al Congresso, anche un minimo scostamento potrebbe paralizzare l’agenda di Trump negli ultimi due anni di mandato.

La pressione sui mercati obbligazionari: i rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine riflettono l’inquietudine degli investitori sulla sostenibilità del debito. Una vittoria dell’opposizione o uno stallo politico totale potrebbe ulteriormente complicare la gestione dei tassi d’interesse.

1 settembre 2026

I dati econmici sono stati elaborati dallo Stanford Institute for Economic Policy Research – Stanford University