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Economia

Allarme Bce sulla Cina: “I sussidi di Pechino manipolano il mercato”

Fabrizio Goria ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui analizza il recente rapporto della Banca Centrale Europea (BCE), che solleva un forte allarme riguardo all’impatto dei sussidi statali cinesi sul commercio internazionale e sulla competitività dell’Unione Europea. I sussidi statali della Cina all’industria ammontano a circa il 4% del PIL nazionale, risultando fino a otto volte superiori alla media dei paesi OCSE. Questi imponenti aiuti si concentrano su settori strategici come auto elettriche, microchip, pannelli solari e acciaio, generando un forte eccesso di capacità produttiva e tensioni commerciali con l’Occidente.

Scrive Goris: ”I sussidi di Stato, come quelli della Cina, stanno alterando il commercio mondiale. L’allarme lo suona la Banca centrale europea (Bce), che in un rapporto evidenzia come le politiche industriali inneschino distorsioni sui mercati, favorendo l’Asia. «Le preoccupazioni per gli squilibri nel flusso di beni e denaro sono riemerse», avverte l’Eurotower. «I sussidi guidano le esportazioni cinesi nei settori di importanza strategica», chiariscono gli economisti. E la diretta conseguenza è un colpo alla competitività dell’Europa. «Gli squilibri commerciali in industrie strategicamente importanti come la tecnologia solare, i semiconduttori e le automobili possono mettere sotto pressione l’occupazione e la capacità industriale dei partner commerciali», mette in evidenza Francorforte”.

E prosegue: ”L’impalcatura di aiuti, misurata come frazione dei costi sostenuti dalle imprese su scala globale, ha sfiorato la soglia dei 108 miliardi di dollari nel 2024. I dati provengono dal database Oecd Magic, uno strumento costruito per scrutare i bilanci di 525 grandi gruppi manifatturieri in 15 settori in tutto il pianeta dal 2005 al 2024. E i numeri certificano il predominio del Dragone. «Il sostegno governativo alle grandi imprese è in aumento a livello globale», constata la Bce, ma le differenze tracciano un solco profondo. L’analisi evidenzia che «le imprese cinesi spiccano sia per la quantità di sostegno che ricevono sia per il numero di settori che ricevono sostegno». Nel 2024 le sovvenzioni pubbliche di Pechino hanno lambito il 2% dei costi totali delle aziende nazionali, superando l’1,4% concesso da Washington e il modesto 0,6% erogato in Europa. La competizione assume dunque contorni asimmetrici, in virtù di strategie di lungo termine definite e strutturate”.

1. Squilibri commerciali e l’impatto sull’Europa

  • Distorsione del mercato: le politiche industriali della Cina e i massicci aiuti di Stato stanno alterando il commercio globale a favore dell’Asia.
  • Aree strategiche sotto pressione: settori chiave come la tecnologia solare, i semiconduttori e le automobili subiscono la pressione delle esportazioni cinesi, con il rischio di causare perdite di posti di lavoro e deindustrializzazione nei paesi partner, specialmente in Europa.
  • Crescita delle asimmetrie: si stima che le asimmetrie globali passeranno dal 2,8% del PIL mondiale (2019) al 3,7% nel 2025.

2. Squilibri di bilancio e il peso dei sussidi

  • Cause di fondo: la causa principale dei deficit e surplus risiede nel divario tra risparmi e investimenti interni dei singoli paesi. Tuttavia, l’uso massiccio di sussidi industriali è diventato il nuovo fattore determinante.
  • Avanti la Cina, in deficit gli USA: l’avanzo delle partite correnti cinesi ha raggiunto il record del 3,8% del proprio PIL (0,6% del PIL globale), mentre gli Stati Uniti assorbono il deficit maggiore (0,9% del PIL mondiale) e l’Eurozona mantiene un surplus ancorato allo 0,3%.

3. I numeri del divario tra Cina, USA ed Europa

Basandosi sui dati del database Oecd Magic (che analizza 525 grandi gruppi manifatturieri in 15 settori dal 2005 al 2024), la BCE evidenzia un netto predominio di Pechino:

  • Nel 2024, i sussidi pubblici cinesi hanno sfiorato il 2% dei costi totali delle proprie aziende.
  • Per confronto, gli Stati Uniti hanno erogato l’1,4% e l’Europa appena lo 0,6%.

4. La strategia di Pechino sui settori del futuro

  • Dal 2010 la Cina ha ridotto i finanziamenti all’edilizia e ai settori maturi per concentrarsi sulle tecnologie avanzate.
  • I finanziamenti cinesi si concentrano soprattutto su:
    • Semiconduttori: aiuti pari in media al 3,9% dei costi operativi negli ultimi 5 anni.
    • Pannelli solari: aiuti pari al 3,6% dei costi operativi.
    • Automotive: aiuti allo 0,8%.

5. Effetti sulle esportazioni e conclusioni della BCE

Incentivo diretto all’export: In Asia, e in particolare in Cina, ogni incremento degli aiuti di Stato si traduce direttamente in un aumento dei ricavi interni e delle esportazioni. Questo effetto è massimo nei primi 2-3 anni dall’erogazione del sussidio.

16 agosto 2026