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Non sono Malvinas

Jack O’Malley ha pubblicato, su Il Foglio Quotidiano, un articolo sulla sfida, ai mondiali di calcio americani, tra l’Argentina e l’Inghilterra, entrambe desiderose di vincere la Coppa del Mondo del 2026.

Scrive O’Malley: ”E sempre sia lodato Sørloth, l’attaccante che sull’1-0 per gli altri ha scelto di dribblare se stesso e colpire le chiappe di un difensore inglese invece di servire Haaland per il colpo che ci avrebbe uccisi. E infine sempre sia lodato Nyland, il portiere della Norvegia che si è lasciato sfuggire il pallone sui piedi di Bellingham per il nostro definitivo 2-1”.

E prosegue: ”Vinca chi deve vincere, questa sera, che noi dobbiamo concentrarci sul match di domani, ed evitare di cadere nel tranello dei corsi e ricorsi che tanto piacciono alla narrazione sportiva che si bagna quando sente i calciatori parlare con le esse alla fine – se è sudamericano è subito mate, futbol, garra, pelota, gambeta, chilena, sombrero, golazo, concha de tu madre, mano de Dios ma soprattutto dos cojones così”.

Per concludere: ”Messi ha detto che “sarà speciale” giocare contro l’Inghilterra, anche perché lui non ci ha mai giocato contro, e chissà cosa direbbe il suo nume tutelare Diego Armando Maradona a vedere che la sua Nazionale è diventata la squadra preferita del presidente della Fifa

L’autore esprime il proprio sollievo (e la propria devozione a birra e divinità calcistiche) per la qualificazione dell’Inghilterra alle semifinali del Mondiale, arrivata grazie alle giocate di Jude Bellingham e ai clamorosi errori degli avversari della Norvegia (l’attaccante Sørloth e il portiere Nyland).

In vista della successiva ed imminente sfida contro l’Argentina, O’Malley rifiuta categoricamente la retorica dei “corsi e ricorsi storici” e il romanticismo stereotipato che spesso circonda il calcio sudamericano (mate, garra, mano de Dios, ecc.). L’Inghilterra non deve cercare alcuna “vendetta” per i fatti del 1986, ma deve vincere il Mondiale semplicemente per se stessa e per l’onore di aver inventato questo sport.

Infine, l’autore lancia alcune provocazioni: punzecchia Lionel Messi (che ha definito “speciale” la sfida, non avendo mai affrontato l’Inghilterra prima) e ironizza sul fatto che l’Argentina sia diventata la squadra preferita del presidente della FIFA Gianni Infantino. L’articolo si chiude con una battuta tagliente su Antonio Rattín (storico calciatore argentino da poco scomparso, la cui espulsione nel 1966 portò all’introduzione dei cartellini nel calcio), ipotizzando ironicamente che Infantino possa vietare l’uso dei cartellini contro i giocatori dell’Albiceleste in suo onore.

14 luglio 2026