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Esteri

Dalla guerra agli insulti a Leone. Il voto ora fa paura ai repubblicani

Matteo Persivale ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui descrive la difficile situazione dell’elettorato repubblicano negli Stai Uniti.

Sostiene Persivale: ”Il consenso dei cattolici era già in calo, e mancano a oggi sondaggi aggiornati al «postleone» (prevedibilmente disastrosi). Il più recente sondaggio bipartisan del National Catholic Register già prima degli attacchi al pontefice vedeva il 52% degli cattolici disapprovare il presidente in linea generale, e addirittura il 60% era contrario alla guerra in Iran, con gli ispanici — uno dei capolavori trumpiani era stato l’allargamento della base anche agli ispanici — in fuga dal partito”.

E aggiunge:”Il consenso dei cattolici era già in calo, e mancano a oggi sondaggi aggiornati al «postleone» (prevedibilmente disastrosi). Il più recente sondaggio bipartisan del National Catholic Register già prima degli attacchi al pontefice vedeva il 52% degli cattolici disapprovare il presidente in linea generale, e addirittura il 60% era contrario alla guerra in Iran, con gli ispanici — uno dei capolavori trumpiani era stato l’allargamento della base anche agli ispanici — in fuga dal partito”.

Il declino del consenso cattolico

Donald Trump sta affrontando una crisi senza precedenti con l’elettorato cattolico, pilastro della sua vittoria nel 2024. Le cause principali sono:

  • Gli attacchi al Papa: Trump ha reiterato insulti pesanti verso il Pontefice (definito uno a cui “piace il crimine”), dichiarazioni confermate anche dal vice JD Vance.
  • L’iconografia messianica: è stato rimosso da Truth Social un post in cui Trump appariva nelle vesti di Gesù intento a guarire un infermo. Pare sia stato lo Speaker Mike Johnson a convincerlo a cancellarlo.
  • I numeri dei sondaggi: il 52% dei cattolici disapprova l’operato del Presidente e il 60% è contrario alla guerra in Iran. Anche l’elettorato ispanico è in forte uscita dal fronte repubblicano.

La Rottura con la Chiesa

Il fronte religioso è in rivolta:

  • Il Vescovo “Maga”: Robert Barron, storico ponte tra Trump e il mondo cattolico, ha scaricato il Presidente chiedendo scuse ufficiali.
  • Il dilemma morale: gli analisti (come Sam Sawyer della rivista America) sottolineano come ormai il Vangelo e la linea politica di Trump siano in rotta di collisione frontale, costringendo i fedeli a una scelta di campo netta in vista delle elezioni di novembre.

Politica estera e tensioni Interne

  • Groenlandia e Iran: Trump continua a promuovere l’immagine di un’espansione territoriale (la “cartolina” della bandiera USA in Groenlandia) e necessita di leggi sulle intercettazioni per sostenere il conflitto in Iran, ribaltando le sue storiche posizioni critiche su tali strumenti.
  • Difesa Repubblicana: Iil senatore Ron Johnson ha tentato una difesa controversa, sostenendo che l’impossibilità del popolo iraniano di ribellarsi agli Ayatollah dipenda dal divieto di portare armi.

L’offensiva democratica

I democratici, pur indeboliti da scandali interni (le dimissioni di un candidato in California), stanno tentando la carta del 25° Emendamento. L’obiettivo è dichiarare Trump inabile a governare per “follia o demenza”. Sebbene non abbiano i numeri parlamentari per riuscirci, la mossa è una chiara strategia elettorale per i comizi estivi.


In sintesi: mentre il fronte politico è in stallo, l’articolo evidenzia come il vero leader dell’opposizione a Trump sia diventato, nei fatti, il Papa, lasciando i cattolici americani in una profonda crisi d’identità politica.

15 aprile 2026