Fabrizio Goria ha pubblicato su La Stampa un articolo basato sull’ultimo rapporto Oxfam per l’anno 2025.
L’articolo delinea un’Italia profondamente spaccata, dove la disuguaglianza è diventata un elemento strutturale che frena la mobilità sociale e indebolisce la democrazia.
Goria diche che: ”Il caso italiano si inserisce in una dinamica globale di concentrazione della ricchezza, ma presenta tratti distintivi. Nell’ultimo anno la ricchezza dei miliardari italiani è cresciuta di 54,6 miliardi di euro in termini reali, circa 150 milioni al giorno, raggiungendo un totale di 307,5 miliardi detenuti da 79 individui, in aumento rispetto ai 71 del 2024. A metà del 2025 il 10% più ricco delle famiglie possedeva oltre otto volte la ricchezza della metà più povera. Numeri che, secondo Oxfam, segnalano un’accelerazione della polarizzazione patrimoniale e una riduzione del dinamismo economico”.
1. La concentrazione della ricchezza
Tra il 2010 e il 2025, il 91% dell’aumento della ricchezza nazionale è stato assorbito dal 5% più ricco della popolazione. Al contrario, alla metà più povera degli italiani è rimasta solo una quota marginale. Nell’ultimo anno, il patrimonio dei miliardari italiani (79 persone in totale, guidate da nomi come Ferrero e Pignataro) è cresciuto di 150 milioni di euro al giorno.
2. Un’economia “ereditocratica”
A differenza degli Stati Uniti, dove i super-ricchi appartengono spesso al settore tecnologico, in Italia i grandi patrimoni derivano principalmente da imprese familiari e ricchezze consolidate nel tempo. Oxfam definisce l’Italia un’“ereditocrazia”: nei prossimi dieci anni, circa 2.500 miliardi di euro passeranno di mano tramite successioni in un sistema fiscale che tassa molto poco le grandi eredità, bloccando di fatto l’ascesa sociale di chi non parte avvantaggiato.
3. Crisi dei salari e del lavoro
Il mercato del lavoro presenta dati allarmanti:
- Perdita di potere d’acquisto: tra il 2019 e il 2024, i salari reali sono scesi di oltre 7 punti percentuali a causa dell’inflazione non recuperata.
- Disuguaglianza dei redditi: l’Italia è al 20esimo posto su 27 nell’UE per equità distributiva.
- Lavoro povero e precarietà: la crescita dell’occupazione riguarda quasi solo gli over 50, mentre giovani e donne subiscono precarietà e bassi salari. L’assenza di un salario minimo legale aggrava la situazione.
4. Squilibrio fiscale
Il sistema fiscale italiano grava pesantemente sui redditi da lavoro (che sostengono metà del gettito), mentre i profitti e i grandi patrimoni contribuiscono in proporzione molto minore.
Le proposte di Oxfam
Per invertire la rotta, l’organizzazione chiede al governo interventi urgenti:
- Introduzione del salario minimo legale.
- Rafforzamento della contrattazione collettiva.
- Ripristino di misure universali contro la povertà.
- Una riforma fiscale progressiva che includa un’imposta sui grandi patrimoni e un aumento del prelievo sulle successioni milionarie.
- 20 gennaio 2026





