Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Esteri

Le guerre e il diritto, doppia crisi

Il mondo stretto tra difficoltà della democrazia e la fine dell’ordine internazionale

Il prof. Sabino Cassese ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera in cui analizza la preoccupante convergenza tra il declino delle democrazie e il fallimento del diritto internazionale.

‘Afferma Cassese: ”Il presidente americano ha dichiarato di poter fare a meno del diritto internazionale. Ha ritirato gli Stati Uniti da circa 70 organismi e programmi internazionali, e ha annunciato altri ritiri. Si è impossessato di navi straniere in acque internazionali, facendo ricorso alle forze armate. Ha dichiarato di non volere la Russia e la Cina come vicini e di voler acquisire la sovranità o il controllo su territori finitimi (Groenlandia, Cuba, Colombia). Ha catturato con la forza militare il capo di uno Stato straniero, eseguendo la decisione giudiziaria di uno Stato diverso da quello di appartenenza, e congelato le risorse di quello Stato che sono al momento negli Stati Uniti. Ma non è il solo a compiere operazioni di polizia con mezzi bellici. Si aggiunge l’«operazione militare speciale» del presidente russo contro la dirigenza ucraina, accusata di essere nazista”.

Il tema centrale: la duplice crisi

Cassese evidenzia come il mondo odierno sia stretto in una morsa inedita: da un lato, il diritto internazionale (nato con la Carta ONU 80 anni fa) è costantemente violato; dall’altro, la democrazia è in netto arretramento in circa 50 Paesi. La peculiarità attuale è l’intreccio indissolubile tra queste due crisi.

Punti chiave dell’analisi:

  1. Il tramonto dell’ordine internazionale
    1. Viene criticato il ruolo degli Stati Uniti (sotto una presidenza che ha abbandonato il multilateralismo), ma anche le azioni di Russia e Israele.Il concetto tradizionale di guerra è mutato: oggi assistiamo a “operazioni di polizia” condotte con mezzi bellici che mescolano pretese territoriali e attività militari (es. Ucraina, Gaza, la cattura del presidente venezuelano).
    1. Il sistema ONU si è rivelato debole perché il potere decisionale è rimasto nelle mani del Consiglio di Sicurezza (diritto di veto), favorendo la forza sul diritto.
  2. La crisi della democrazia americana
    1. Gli USA, un tempo modello democratico, mostrano segni di autoritarismo. Cassese parla di una “presidenza imperiale”, eccessiva concentrazione di poteri, erosione dei checks and balances e un sistema giudiziario (giudici a vita) ormai inadeguato ai tempi.
  3. Il ritorno agli imperi
    1. Senza i freni del diritto internazionale e i limiti interni della democrazia, il mondo sembra regredire verso un’epoca di imperi governati dalla forza, abbandonando l’era degli Stati nazionali governati dal diritto.
  4. Una possibile soluzione: Big Tech e Unione Europea
    1. Big Tech: paradossalmente, Cassese vede una luce nelle grandi imprese tecnologiche. Essendo poteri privati universali che necessitano di un mercato globale senza barriere, potrebbero spingere gli Stati verso il dialogo e il multilateralismo per evitare conflitti che danneggiano il commercio globale.
    1. Unione Europea: nonostante sia definita un “nano politico”, l’UE possiede un grande potere regolatorio. Secondo l’autore, l’Europa ha l’opportunità e le armi normative per fare la prima mossa verso la ricostruzione di un ordine basato sul dialogo.

Conclusione

L’editoriale è un monito sulla fragilità delle conquiste del secondo dopoguerra. Cassese suggerisce che per uscire dall’oscurità attuale sia necessario riscoprire il multilateralismo, sfruttando paradossalmente le dinamiche globali dei nuovi poteri privati e la capacità regolatoria dell’Europa.

17 gennaio 2026