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Editoriali

Il dilemma

Mattia Feltri ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui scrive dei grandi problemi che il mondo della politica mondiale sta affrontando in questo periodo buio.

Afferma Feltri: ”che il diritto internazionale è un mito morto nel suo atto fondativo e più spettacolare: il processo di Norimberga ai gerarchi nazisti. Può esserci diritto nel giudicare Auschwitz e non Hiroshima? La guerra è negazione del diritto e grazie al cielo gli Stati Uniti coi loro alleati l’hanno vinta, ma l’hanno vinta con la forza devastante e spietata, anche dell’atomica, non col diritto”.

Tema centrale: Feltri affronta il contrasto tra il diritto internazionale e la necessità morale di intervenire per fermare ingiustizie e massacri. L’articolo parte dal recente episodio dell’operazione militare statunitense in Venezuela per catturare Nicolás Maduro — un’azione che molti, incluso Feltri, ritengono una violazione del diritto internazionale.

Il dilemma morale

Feltri sottolinea che il dibattito non può essere ridotto a una semplice diatriba legale: da tempo il diritto internazionale è stato messo in discussione proprio nei momenti in cui si è cercato di contrastare atrocità. Il sistema che nacque dopo la Seconda guerra mondiale (a Norimberga e oltre) si reggeva sull’idea di regole condivise, ma quelle stesse regole non hanno impedito invasioni, cambi di regime o crimini di guerra in molte parti del mondo nel dopoguerra.

Forza vs diritto

Possiamo fornire una contestualizzazione più ampia su come viene oggi interpretato il diritto internazionale nei casi di intervento umanitario o di guerra (ad esempio dottrina della “Responsabilità di proteggere”), così da avere un quadro più completo della questione.

Feltri osserva che la forza ha spesso prevalso sul diritto, e per certi versi è stata la forza (compresa quella atomica) e l’equilibrio strategico a garantire per decenni un ordine instabile ma relativamente sostenibile. Il diritto internazionale ha avuto un ruolo, ma spesso è servito più a dare una “verniciatura di legalità” che a fermare davvero le violazioni.

La domanda fondamentale

Alla luce di questo, Feltri pone una domanda difficile: la violazione del diritto internazionale pesa di più della liberazione di un popolo da un tiranno? 

Allo stesso modo, davanti alla repressione brutale in Iran, dove manifestanti vengono uccisi per chiedere libertà, bisogna chiedersi se restare immobili in nome del diritto sia davvero accettabile quando ciò significa lasciar sterminare chi chiede libertà.

Conclusione implicita

Feltri non propone una risposta netta, ma invita a considerare che il mondo reale è un campo complesso, dove le regole possono essere violate ma non per questo invalidate come ideali: non si tratta di scegliere tra diritto e vita, ma di interrogarsi su come bilanciare etica, legge e responsabilità morale in un mondo segnato da conflitti, tirannie e sofferenze.

14 gennaio 2026