Il prof. Angelo Panebianco ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale in cui scrive del rapporto estremamente scivoloso dei Paesi europei per la decisione dei vertici Ue di apprestarsi ad aumentare, e di molto, le risorse per la difesa, stante che da qualche anno, nei suoi confini, le armi russe stanno seminando germi di morte. Non si è a conoscenza di quanti militari e non abbiano perso la vita nell’operazione militare speciale scatenata nel 2022 da Vladimir Putin. Qualcuno, in Europa, accusa Ursula von der Leyen di avere una posizione «bellicista» o guerrafondaia. Assurdità.
Scrive Panebianco: ”Come ha osservato Ernesto Galli della Loggia, sulle pagine del Corriere della Sera, c’è la bizzarra convinzione secondo cui basta decidere di non avere nemici perché, abracadabra, i nemici non esistano o, se esistono, scompaiano improvvisamente. Come per magia. Da qui l’accusa di «bellicismo» nei confronti di chi vorrebbe provvedere alla sicurezza e alla difesa: «Pensi che prima o poi possa arrivare qualcuno a minacciarti? Allora sei un bellicista, un guerrafondaio». Chiunque si provi a replicare si trova di fronte a un muro (ideologico) impenetrabile. Si spreca il fiato se si cerca di spiegare ciò che dovrebbe essere evidente anche a un bambino”.
Il tema centrale: difesa vs bellicismo
Panebianco critica duramente l’uso improprio del termine «bellicismo», spesso utilizzato per etichettare chiunque sostenga la necessità di rafforzare le capacità militari europee di fronte alle attuali minacce internazionali. L’autore distingue nettamente tra il voler fare la guerra (bellicismo) e la legittima necessità di difendersi (sicurezza).
I punti chiave dell’analisi:
- L’illusione ideologica: esiste una corrente di pensiero che Panebianco definisce vittima di un “auto-indottrinamento”. L’idea di fondo è che basti decidere di non avere nemici per farli scomparire magicamente. Questo approccio nega la realtà: i nemici si manifestano indipendentemente dai sentimenti di chi sceglie di non difendersi.
- Conseguenze politiche: questa perdita di contatto con la realtà viene sfruttata da leader come Putin o Trump. Trattare da “guerrafondai” gli ucraini che resistono all’invasore russo fa il gioco di chi vuole un’Europa debole e priva della protezione americana del passato.
- La spaccatura nel mondo cattolico: l’autore analizza il ruolo della Chiesa. Da una parte loda la Chiesa della “saggezza antica”, guida morale che distingue tra città di Dio e città terrena. Dall’altra, critica una corrente cattolica minoritaria ma mediatica che nega persino la legittimità della guerra difensiva.
- Il rischio per lo Stato e l’Europa: negare il diritto-dovere di investire nella difesa militare significa, secondo Panebianco, negare l’essenza stessa dello Stato, il cui compito primario è garantire la sicurezza dei cittadini. Questa posizione rischia di lasciare l’Europa alla mercé di “famelici predatori” (come la Russia) e di compromettere le libertà conquistate nei secoli.
Conclusione
L’editoriale si chiude con l’auspicio che la Chiesa cattolica sappia arginare quelle correnti interne che, spinte da pregiudizi anti-statali o ingenuità ideologiche, finiscono per creare disorientamento nell’opinione pubblica proprio nel momento in cui i pericoli per l’Europa sono in aumento.
11 maggio 2026





