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Esteri

Storicamente il popolo statunitense non ama i russi

Appare assai strano che Vladimir Putin affermi che oggi gli americani sono amici dei russi. Ho capito male o bene? C’è una grande contraddizione o no? Ma sì, pensiamo che Trump non abbia ancora influenzato il sentiment degli statunitensi. Si aspetta l’esito delle elezioni di Midterm, fra un anno se ne riparlerà. Intanto le prime prove elettorali (a New York, in Virginia, in New Jersey e a Miami) non hanno confortato il Tycoon.

Un punto fondamentale: la contraddizione è enorme, ma è una contraddizione costruita a tavolino per scopi politici diversi. Nel 2025, il racconto di un’amicizia tra russi e americani è un gioco di specchi tra la propaganda del Cremlino e il nuovo corso della Casa Bianca.

Ecco come si spiega questo paradosso:

1. La strategia di Putin: “amici del popolo, nemici delle èlite”

Quando Putin dice che gli americani sono amici dei russi, sta usando una tecnica retorica classica:

  • Dividi e conquista: Putin distingue sempre tra il “popolo americano” (visto come conservatore, legato ai valori tradizionali e vittima della crisi economica) e la “leadership di Washington” (vista come guerrafondaia e corrotta).
  • Il messaggio: dicendo che sono amici, Putin vuole far credere che la guerra in Ucraina e le sanzioni siano colpa solo dei politici liberal e non di un’inimicizia reale tra le due nazioni. In questo modo, “tende la mano” alla base elettorale di Trump.

2. Cosa dicono davvero i dati (sondaggi 2025)

Nonostante la retorica dell’amicizia, la realtà dei fatti è molto diversa. Storicamente e culturalmente, la diffidenza rimane altissima:

  • L’esercito e la minaccia: secondo i sondaggi Pew Research di aprile 2025, circa il 50% degli americani considera ancora la Russia un “nemico” (anche se il dato è sceso rispetto al 61% del 2024).
  • La sfiducia in Putin: l’84% degli americani dichiara di non avere alcuna fiducia nel fatto che Putin faccia la cosa giusta negli affari mondiali.
  • La polarizzazione: l’unica vera novità è che i Repubblicani oggi vedono la Russia più come un “competitore” che come un “nemico mortale” (40%), mentre per i Democratici (62%) rimane l’avversario numero uno.

3. La “nuova amicizia” Trump-Putin (Agosto 2025)

Un momento di grande confusione mediatica è stato il Vertice in Alaska del 15 agosto 2025. Trump ha accolto Putin su suolo americano per discutere un cessate il fuoco in Ucraina.

  • L’ostentazione: i media hanno descritto scene di cordialità insolita (Putin che depone fiori sulle tombe di piloti sovietici in Alaska, i due leader che scherzano davanti alle telecamere).
  • La percezione: questo ha creato l’illusione ottica di un’amicizia ritrovata. Ma per molti media americani (CNN, MSNBC), questa non è amicizia, è “capitolazione”.

Perché appare strano?

Appare strano perché lo è. Storicamente, gli USA hanno costruito la loro identità sulla contrapposizione alla Russia (dalla Guerra Fredda in poi).

  • Contraddizione culturale: l’americano medio è cresciuto con il mito della Russia come l’antagonista.
  • Interessi divergenti: Putin vuole un’amicizia che porti alla fine delle sanzioni e al riconoscimento dei territori occupati; Trump vuole un’amicizia che gli permetta di dire di aver “portato la pace” e di potersi concentrare sulla sfida economica con la Cina.

In sintesi: c’è una grande operazione di marketing politico. Putin finge amicizia per rompere l’isolamento della Russia; Trump usa questa “amicizia” per dimostrare che lui può negoziare dove gli altri hanno fallito. Ma nel profondo, i due popoli rimangono distanti e sospettosi.

22 dicembre 2025

2. Continua