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Curiosità

Angelucci, il re delle cliniche e degli assenteisti

Parlamentari assenteisti, il record mondiale (?) dell’on. Antonio Angelucci presente in 13 votazioni su 7.508 (senza perdere un euro).

Le assenze dei parlamentari dovrebbero essere sanzionate, il caso emblematico dell’on.le Angelucci sempre assente,  dovrebbe insegnare qualcosa. Una disamina dei parlamentari che utilizzano la loro carica per fini squisitamente personali sarebbe di grande interessi per gli elettori. L’elettore medio questo capisce. La burocrazia è una feroce nemica del popolo italiano. Che se ne può pensare?

Sul sito di Affari itaiani si legge: ”Parlamentari assenteisti, Angelucci presente in 13 votazioni su 7.508 (senza perdere un euro). Anche il deputato Giulio Tremonti (Fratelli d’Italia) è spessissimo in missione: 6.500 volte. Conta 266 votazioni in aula, pari al 3,54% del totale, ma la percentuale di presenza è del 90,12%. Sul gradino più alto del podio – prosegue Il Corriere – c’è Antonio Angelucci, deputato della Lega (prima era un berlusconiano di ferro): dall’inizio della XIX Legislatura, cioè dal 13 ottobre 2022, a fine maggio 2024, è stato presente a 13 votazioni in Aula su 7.508, pari al 99,83% di assenze. È membro della Commissione Affari esteri e comunitari, ma non è stato mai in missione, eppure risulta giustificato per l’85,92%, e pertanto non subirà alcuna decurtazione. Anche la ex compagna di Silvio Berlusconi ha numeri molto bassi. Marta Fascina è risultata assente nel 92,8% delle votazioni. È segretaria della Commissione Difesa, ma non ha mai partecipato ad alcuna missione, però è stata “giustificata” l’80,26% delle volte“.

E continua: “In Italia i parlamentari assenteisti sono quasi sempre giustificati, così moltissimi senatori e deputati pur non mettendo praticamente mai piede in Aula riescono a non perdere neanche un euro. Un parlamentare – riporta il Dataroom di Milena Gabanelli su Il Corriere della Sera – incassa ogni mese tra i 13 e i 15 mila euro. L’articolo 69 della Costituzione prevede che l’indennità sia stabilita. Oggi la cifra si aggira intorno ai 5 mila euro netti. Il resto sono rimborsi per l’attività parlamentare, che vanno dalla diaria (3.500 euro) al rimborso spese (3.690 euro per i deputati, 5.830 per i senatori) in parte da documentare e in parte forfettarie e altre voci di spesa. I dati più completi sono quelli elaborati da Openpolis: nonostante le maglie larghe nell’attuale legislatura l’assenza media è del 30,6% a Montecitorio, e del 21,6% a Palazzo Madama. C’è il caso del deputato siciliano Antonino Minardo (transitato da Forza Italia, poi Lega e ora al Gruppo Misto): alla Camera ha 47 votazioni (0,63%). Ma essendo Presidente della Commissione Difesa risulta in missione per la maggior parte del tempo, 7.419 volte, il che rende la sua percentuale di presenza altissima: 99,44%“.

Il caso dell’on. Angelucci — che risulta tra i parlamentari più assenteisti — è emblematico di una patologia della rappresentanza: quando l’elezione al Parlamento viene percepita non come un mandato al servizio dei cittadini, ma come strumento di potere, prestigio o tutela di interessi personali o aziendali.

Molti parlamentari, infatti, sono imprenditori, editori, avvocati o manager che vedono il Parlamento come un’estensione dei propri affari. L’assenteismo cronico, come quello di Angelucci, è solo la punta dell’iceberg: dimostra disprezzo per il ruolo istituzionale, ma anche la debolezza dei partiti, che candidano figure con scarso attaccamento all’attività legislativa, puntando su notorietà o capacità di autofinanziamento.

Quanto alla burocrazia, è percepita giustamente come ostile, lenta, inefficiente, e spesso alimenta la sfiducia verso lo Stato. Ma molti politici usano proprio la farraginosità burocratica come scusa per l’inazione o come leva per elargire favori personali.

Il risultato? L’elettore medio si allontana dalla politica, convinto che essa sia solo un gioco per privilegiati. Sanzionare le assenze, come avviene in altri Paesi, sarebbe un segnale minimo ma importante. Serve però anche selezione rigorosa dei candidati, trasparenza, responsabilità e meritocrazia — oggi ancora troppo spesso ignorate.

12 dicembre 2025