Mattia Feltri ha pubblicato, nella sua rubrica quotidiana su La Stampa, un gustoso articolo prendendo di mira il vice presidente del Consiglio Matteo Salvini e lo sbeffeggia con ironica simpatia. Il leader leghista negli ultimi anni ha sempre manifestato una forte simpatia nei confronti di Vladimir Putin e ha sostenuto ”di volerlo (Putin, ndr) come presidente del Consiglio” (marzo ’14), di ritenerlo “un alleato contro il terrorismo” (febbraio ’15), “un leader con le idee chiare per una società ordinata, pulita e armonica” (marzo ’15), “una delle persone con le idee più chiare al mondo” (aprile ’15), con Marine Le Pen “uno dei migliori statisti in circolazione” (dicembre ’15) (…) di considerarlo “un amico” (dicembre ’15), “una persona libera, non uno schiavo delle banche” (maggio ’16), “un gigante” (giugno ’16), “una fonte di speranza” (gennaio ’17)”
Mattia Feltri si concentra, giustamente, sul cambiamento delle posizioni di Matteo Salvini riguardo a Vladimir Putin.
- L’antefatto (la lunga lista di complimenti): il corpo centrale del pezzo è costituito da un’estesa, quasi comica, enumerazione delle dichiarazioni pubbliche che Salvini ha fatto su Putin tra il marzo 2014 e il febbraio 2022. Queste includono definizioni come:
- “Presidente del Consiglio” desiderato.
- “Alleato contro il terrorismo”.
- “Leader con le idee chiare per una società ordinata, pulita e armonica”.
- “Uno dei migliori statisti in circolazione”.
- “Un amico”, “un gigante”, “una fonte di speranza”.
- L’augurio di volere “dieci Putin per l’Italia”.
- La convinzione che Putin “non ha alcun interesse a fare la guerra”.
- La contradizione: dopo aver elencato questa lunga serie di elogi e ammirazione, Feltri evidenzia la risposta data da Salvini in un’intervista più recente a Repubblica in cui, alla domanda su cosa pensi di Putin, ha liquidato la questione affermando di averlo visto “si è no due volte nella vita” e di conseguenza “non posso dare giudizi su chi non conosco”.
In sostanza, Feltri mette in luce la totale incoerenza tra il precedente e pluriennale incondizionato supporto e ammirazione per Putin (espresso in decine di dichiarazioni), e la successiva retromarcia di Salvini, che si giustifica con la scusa di non conoscere personalmente il leader russo. Il titolo dell’articolo “E poi c’è la maglietta” si riferisce, implicitamente, alla famosa maglietta di Putin che Salvini ha indossato in passato, a sottolineare quanto fosse evidente la sua ammirazione.
27 novembre 2025









