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Editoriali

Ue, la presidenza Trump è un grande problema

L’Europa è davvero una nemica degli Stati Uniti, come suggerisce Trump? Di sicuro c’è che il tycoon ha sposato le tesi di Vladimir Putin. Questa è una domanda che milioni di europei si stanno ponendo. La visione di un’Europa decadente con le esternazioni trumpiane che scavano sempre più un solco profondo tra Bruxelles e Washington, a tutto vantaggio della Russia sembra di tutta evidenza. Tra le cose importanti affermate, inserite in dozzine di vagheggiamenti fuori tema su argomenti come il valore immobiliare della Crimea, il presidente ha messo nero su bianco che ritiene l’Europa un continente decadente, che non sa far fronte alle sfide odierne. Un continente debole, per figure politiche e ideali, che può tornare forte soltanto abbracciando le politiche trumpiane. Alla domanda diretta della giornalista Dasha Burns, che ha chiesto se considera gli europei “alleati”, Trump non è riuscito ad andare oltre un vago “dipende”.

Donald Trump ha dimostrato di preferire relazioni bilaterali con i singoli Stati europei piuttosto che un rapporto forte con l’Unione Europea nel suo insieme. Questo perché un’Europa unita è più autonoma, più influente e meno facilmente influenzabile rispetto a singole nazioni più “negoziabili”.

Con Trump, gli Stati Uniti hanno mostrato:

– diffidenza verso le istituzioni multilaterali, comprese NATO e UE;

– ammirazione per leader autoritari come Putin, che Trump non ha mai apertamente condannato;

– tentazioni isolazioniste, allontanandosi da ruoli tradizionali di garanzia internazionale.

Questo approccio mina la storica alleanza transatlantica e favorisce divisioni interne all’UE. È un cambio di paradigma: da partner strategico a competitor, soprattutto in ambito economico, energetico e geopolitico.Se questa linea proseguirà, l’Europa dovrà rafforzare la propria autonomia strategica, sia militare sia politica. Trump, più che “amico di Putin”, è forse più indifferente alle regole dell’ordine liberale postbellico, in cui l’Europa si riconosce. Il 2026, con le elezioni americane, sarà cruciale per capire se questa deriva sarà confermata o invertita.

12 dicembre 2025