L’evasione e l’elusione fiscale in Italia sono un problema strutturale e cronico, con impatti pesanti su conti pubblici, equità sociale e qualità dei servizi.
Evasione fiscale: i numeri
– Secondo i dati del MEF e della Corte dei Conti, l’evasione si aggira intorno a 90-100 miliardi di euro all’anno.
– Le principali voci sono:
– IVA (oltre 30 miliardi evasi)
– IRPEF da lavoro autonomo e imprese (oltre 20 miliardi)
– Contributi INPS non versati (intorno ai 10 miliardi)
– IRES (imposta sulle società)
Chi evade di più
– Lavoratori autonomi, piccole imprese, commercianti: spesso per sottrazione totale o parziale di imponibile.
– Alcune grandi aziende e multinazionali praticano elusione fiscale attraverso sedi legali all’estero e ottimizzazione aggressiva (legalmente al limite).
Conseguenze
– Penalizzazione dei contribuenti onesti.
– Meno risorse per sanità, scuola, infrastrutture, welfare.
– Debito pubblico più alto.
– Tensione fiscale e sociale: chi paga le tasse sente di sostenere anche chi non lo fa.
Cosa fa (o non fa) lo Stato
– Negli ultimi anni ci sono stati tentativi di digitalizzazione (fatturazione elettronica, incrocio dati), ma manca una strategia efficace e continua.
– Alcuni governi, incluso quello attuale, sono stati accusati di indulgenza, specie verso il piccolo evasore.
– Le sanatorie e condoni frequenti disincentivano la fedeltà fiscale.
In sintesi: l’evasione fiscale è uno dei grandi mali dell’Italia. È nota da decenni, ma non ancora risolta, per ragioni politiche, culturali e strutturali.
11 dicembre 2025





