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Economia

Come funziona il piano europeo e in che modo rispetta la legge ?

Federico Fubini scrive sul suo giornale, il Corriere della Sera, che Vladimir Putin potrebbe ritrovarsi davanti ad un piccolo-grande problema che potrebbe avere sottovalutato. Le cospicue riserve russe in valuta di riserva che risultano investite nelle banche europee e che sono state congelate.

Nel febbraio 2022, a pochi giorni dall’aggressione totale all’Ucraina da parte di Mosca, i leader del G7 e dell’Ue presero una decisione che Putin non aveva previsto: le riserve russe investite in titoli in valuta di riserva — dollari, euro, yen, sterlina — furono congelate nei Paesi in cui la banca centrale di Mosca aveva collocato i depositi, per l’equivalente di circa 300 miliardi di dollari. Il Cremlino perse così il controllo, ma non la proprietà, di titoli investiti per oltre duecento miliardi di euro. Vediamo le implicazioni.

1 Queste riserve sono già state impiegate dai governi europei a favore di Kiev?

Non direttamente. Nel 2024 il G7 ha deciso però che l’Ue avrebbe anticipato all’Ucraina circa 50 miliardi di dollari, che poi avrebbero potuto recuperare tramite i proventi reinvestiti delle riserve stesse. Questa scelta non viola i diritti di proprietà di Mosca, ma genera al massimo 5-6 miliardi l’anno.

2 Perché i governi europei non confiscano semplicemente le riserve russe, per utilizzarle nella guerra?

Le riserve non appartengono a Putin, ma alla Federazione russa e ai suoi cittadini di oggi e del futuro. Il sequestro e riutilizzo arbitrario di quei fondi equivale a una sottrazione contraria al diritto internazionale, che Mosca può sfidare (con successo) in un tribunale. L’area euro avrebbe poi un danno dalla confisca, perché stabilirebbe un precedente pericoloso: il denaro investito in euro dalle banche centrali di tutto il mondo — dalla Cina all’Arabia Saudita nell’usare l’euro come valuta di riserva globale, facendo salire i tassi di mercato in euro (rispetto a uno scenario alternativo).

3 In cosa consiste dunque il piano attuale?

Il cancelliere tedesco (come anticipato dal Corriere della Sera il 16 settembre) sostiene un piano che fonde due proposte. In primo luogo, un eurobond a rendimento zero garantito dai governi europei e in futuro dal bilancio di Bruxelles viene consegnato a Euroclear, la piattaforma finanziaria belga che custodisce riserve russe per circa 200 miliardi di dollari. A fronte dell’Eurobond, Euroclear consegna agli emittenti la quota liquida delle riserve russe (circa 140 miliardi di euro) che questi usano per la difesa dell’Ucraina.

4 Questo denaro va restituito dall’Ue alla Russia?

In teoria, la liquidità è un prestito di Euroclear all’unione europea che va rimborsato alla scadenza dell’Eurobond emesso dalla Ue stessa. In pratica, invece, probabilmente non sarà mai rimborsata. L’Europa può riemettere sempre nuovi bond alla scadenza. E il credito di Euroclear (depositario in nome della Russia) può essere azzerato se Mosca rifiuterà di pagare per i danni di guerra a cui sarà condannata.

Il problema

Le riserve non appartengono a Putin, ma alla Federazione russa e ai suoi cittadini

5 C’è un pericolo per l’euro?

Alcuni sostengono che con questo piano l’area euro farebbe default e questo precedente può danneggiare la credibilità della moneta. In pratica il default è già avvenuto quando l’Europa non ha rimborsato alla Russia i suoi bond giunti a scadenza. E all’euro non è successo niente. Di certo sul futuro della moneta europea graverebbero molti più dubbi qualora l’ucraina perdesse la guerra, fosse tutta controllata da Mosca e l’Ue si trovasse con la Russia che preme alle sue frontiere.

26 settembre 2025