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La roulette delle leggi elettorali

Questa che si prospetta all’elettorato del Belpaese potrebbe essere definita come una storia di tenta tivi (della maggioranza di governo) e di contromosse (delle opposizioni). Antonio Polito, in un editoriale pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera, si concentra sull’ossessione italiana di cambiare continuamente la legge elettorale, definendola “una magnifica ossessione della politica” e il segno di una democrazia fragile.

Il vizio italiano del cambio delle regole del gioco elettorale

Polito sottolinea come, negli ultimi trent’anni, l’Italia abbia avuto quattro diverse leggi elettorali (con una quinta in arrivo), raggiungendo una media di una riforma ogni sei anni e mezzo. Questo contrasta nettamente con la stabilità dei sistemi di Paesi come l’Inghilterra, la Germania o la Francia.

Il “gioco” con la legge elettorale è un fenomeno storico in Italia, spesso segnando il destino di interi regimi:

  • Il proporzionale del 1919 pose fine all’era liberale.
  • La legge Acerbo del 1924 segnò l’inizio del fascismo.
  • Il fallimento della “legge truffa” di De Gasperi pose fine al centrismo del dopoguerra.
  • Il referendum del 1991 sulle preferenze multiple affondò la Prima Repubblica.

Le leggi elettorali della seconda Repubblica

Dagli anni ’90, le maggioranze hanno cercato costantemente di “aggiustare” le norme per massimizzare i propri vantaggi elettorali, spesso con risultati imprevisti, confermando l’antica massima secondo cui chi prova a cambiare la legge finisce per perdere le elezioni.

L’articolo ripercorre le leggi principali:

LeggeAnnoCaratteristica PrincipaleEsito e Contesto
Mattarellum1993Sistema maggioritario (75% uninominale)Segnò l’inizio della Seconda Repubblica (Berlusconi). Funzionò per un periodo.
Porcellum2005Ritorno al proporzionale con liste bloccate e premio di maggioranza senza soglia.Ideato dal centrodestra per non perdere, finì per favorire la sinistra di Bersani (che vinse con il 29,55%). Bocciato dalla Corte Costituzionale.
Italicum2015Premio di maggioranza con soglia del 40% e ballottaggio.Voluto da Renzi per ottenere “pieni poteri”. Bocciato dalla Corte Costituzionale (nella parte del ballottaggio) e mai utilizzato.
RosatellumAttualeSistema misto (tre ottavi uninominale, resto proporzionale con liste bloccate).Una “ricetta da farmacista” che, di fatto, conferisce un grande strapotere ai partiti.

L’arrivo del “Donzellum”

Polito annuncia l’imminente proposta di riforma, soprannominata “Donzellum” (dal nome del proponente Donzelli), che ripropone un premio di maggioranza (probabilmente con soglia al 40%).

Secondo Polito, il gioco ricomincia perché la maggioranza teme che il “campo largo” (l’unione delle opposizioni) possa portare a un pareggio nei collegi uninominali. L’autore conclude con un consiglio scettico: non credere mai ai politici in materia di legge elettorale. Quando propongono un cambio, lo fanno per interesse (“tentano il golpe”), e quando lo propone l’avversario gridano allo scandalo (“gridano al golpe”).

28 novembre 2025