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Economia

I guai dell’ex Alitalia. Perdite e aerei a terra: Ita non decolla ancora

Gianni Dragoni ha pubblicato su Il Fatto Quotidiano un articolo in cui analizza i problemi finanziari e operativi di ITA Airways, la nostra ex compagnia di bandiera, l’Alitalia.

Scrive Dragoni: ”Malgrado le dichiarazioni rassicuranti del vertice della compagnia, i conti sono peggiori delle previsioni, i passeggeri sono in calo e si prevede che il bilancio 2025 si chiuderà di nuovo con una perdita netta, nonostante l’ottimo andamento del trasporto aereo mondiale, che beneficia di una robusta crescita del traffico e di un prezzo del petrolio basso”.

 ITA Airways non decolla: perdite e aerei a terra

L’articolo descrive un altro anno difficile per ITA Airways, la compagnia aerea controllata in parte (41%) dalla tedesca Lufthansa e per il 59% dal Ministero dell’Economia (MEF). Nonostante il settore aereo mondiale stia vivendo un momento di robusta crescita del traffico e prezzi del petrolio bassi, ITA continua a registrare risultati peggiori delle previsioni.

1. I problemi finanziari e operativi

  • Perdita prevista: nonostante il pareggio previsto a livello di EBIT (risultato operativo) per il 2025, l’articolo stima che il bilancio netto si chiuderà nuovamente in perdita, probabilmente attorno ai -200 milioni di euro, a causa soprattutto dei pesanti oneri finanziari derivanti dall’elevato indebitamento netto (2,4 miliardi a fine 2024). (Nel 2024, la perdita netta era stata di -227 milioni).
  • Passeggeri in calo: nei primi dieci mesi, i passeggeri di ITA sono diminuiti del 7,6% a 14 milioni, in controtendenza con l’andamento del traffico aereo globale, stimato dalla IATA in crescita del 5,8%.
  • Problemi strutturali: la compagnia soffre di inefficienze, una dirigenza in parte legata al passato e una gestione delle attività definita “parasindacale” con alcune sigle sindacali.

2. Il “danno motori”: il problema Pratt & Whitney

Il problema operativo più grave che colpisce ITA è legato ai motori americani Pratt & Whitney PW1100G scelti per gli aerei Airbus di nuova generazione (A220 e A320neo).

  • Il difetto: le palette delle turbine presentano difetti di produzione (rilascio di polveri di metallo e rischio crepe).
  • Aerei bloccati: in media, una ventina di aerei al mese di ITA (attualmente 22 su una flotta di 101) sono a terra per ispezioni o manutenzione straordinaria.
  • Costo aggiuntivo: la manutenzione (chiamata “shop visit”) deve essere eseguita ogni due anni anziché ogni tre, aumentando i costi del 33%.
    • Danno stimato: il danno totale per i maggiori costi di manutenzione è stimato tra i 100 e i 140 milioni di euro (considerando 50-70 aerei).
    • A questo si aggiunge il danno per i mancati ricavi dovuti agli aerei fermi.

3. La risposta di ITA e le conseguenze

  • Richiesta di risarcimento: ITA ha chiesto il risarcimento dei danni a Pratt & Whitney, che secondo fonti esterne supera i 100 milioni di euro.
  • Accordo transattivo: la compagnia spera di formalizzare un accordo transattivo con Pratt & Whitney nel primo semestre del 2025 per coprire gli eventi manutentivi futuri.
  • Mercato aereo: la mancanza di capacità aerea causata dagli aerei fermi è difficile da colmare con il wet lease (affitto di aerei con equipaggio) perché il mercato sta crescendo rapidamente e c’è carenza di velivoli.
  • Lavoro: il problema degli aerei a terra blocca anche le nuove assunzioni. I sindacati hanno proclamato uno sciopero per il rinnovo del contratto.

In conclusione, ITA, pur essendo ora partecipata da un grande vettore come Lufthansa, continua a essere tra le compagnie aeree che stanno peggio a livello globale, con problemi che vanno dalle inefficienze interne a un costoso difetto tecnico sui motori dei nuovi velivoli.

24 novembre 2025