Guido Olimpio ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui racconta la tragica fine di Roman Novak, soprannominato il “re delle truffe delle criptovalute”, e di sua moglie Anna a Dubai.
Esordisce Olimpio che “Dubai è la città che sorprende, stupisce, che attira capitali. Ma i suoi grattacieli e le «residenze» sontuose possono nascondere trappole letali. Lo racconta la fine tragica di Roman Novak e della moglie Anna. Due russi rapiti e fatti a pezzi, poi sepolti nel deserto degli Emirati Arabi. Hanno venduto «ricchezza» (finta), truffato il prossimo e sono diventati alla fine le vittime di una gang che rivoleva un tesoretto di criptovalute”.
Punti salienti della vicenda:
- Le vittime e il contesto: Roman Novak e Anna, cittadini russi, vivevano a Dubai ostentando una grande ricchezza. Novak era un noto truffatore, già condannato in Russia nel 2020 per una frode multimilionaria nel settore delle criptovalute. Rilasciato nel 2023, si era trasferito negli Emirati Arabi Uniti, continuando la sua attività truffaldina e attirando investitori con la promessa di facili guadagni.
- Il sequestro e l’omicidio: la coppia è stata rapita e fatta a pezzi da una gang che mirava a recuperare un “tesoretto” di criptovalute che Novak non riusciva più a restituire ai suoi clienti/creditori. La trappola è scattata quando i due si sono recati nella zona di Hatta, a sud-est di Dubai, per incontrare dei “contatti”. Novak, prima di scomparire, è riuscito a inviare un messaggio disperato a un amico, chiedendo urgentemente 200.000 dollari.
- Le indagini e gli arresti: le indagini hanno rivelato che i sequestratori hanno tentato di depistare gli inquirenti muovendo il cellulare della coppia tra diverse località (Hatta, Oman). La svolta è arrivata con il ritrovamento dei resti dei corpi a Fujairah, uno degli Emirati.
- I colpevoli: sette presunti colpevoli sono stati arrestati in Russia, dove si erano rifugiati, grazie alla stretta collaborazione tra le autorità emiratine e quelle russe. Tra gli arrestati figurano due ex soldati reduci dal conflitto in Ucraina e un ex poliziotto poi diventato trafficante di droga. Tracce di sangue, coltelli e abiti sono stati rinvenuti in una villa, identificata come la scena del crimine.
- Il messaggio finale: la vicenda mette in luce il “lato oscuro” di Dubai, che, pur essendo un polo di attrazione per capitali e ricchezza, è anche un rifugio per fuggitivi, imbroglioni, spie e boss del crimine organizzato. 12 novembre 2025





