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Filippo Santelli su “la Repubblica” ha scritto un articolo in cui prospetta delle possibili e probabili risposte dell’Unione Europea alla lettera del presidente americano sull’imposizione di dazi del 30% sui prodotti esportati dal Vecchio Continente negli Usa. Sul tavolo una tassa sui colossi digitali e lo strumento “anti coercizione” per escludere dal mercato le aziende americane
L’Europa sta preparando un “bazooka” di contromisure contro le politiche tariffarie degli Stati Uniti, in particolare quelle di Donald Trump, nel caso in cui i negoziati fallissero. Queste armi, sebbene finora inutilizzate per non innescare un’escalation, sono pronte e includono:
- Contro-dazi mirati: Un pacchetto di ritorsioni già pronto da mesi, del valore di circa 21 miliardi di euro, che colpirebbe prodotti americani simbolo come la soia, il legname, le Harley-Davidson e i jeans. Questi dazi, in risposta alle tariffe USA su acciaio e alluminio, sono stati sospesi più volte ma potrebbero scattare dal 1° agosto.
- Secondo pacchetto di tariffe: Un pacchetto più consistente, del valore di 72 miliardi di euro (ridotto dai 95 miliardi iniziali), che la Commissione presenterà oggi ai governi europei. Questo includerà dazi su prodotti alimentari (carni, superalcolici) e beni industriali (autoveicoli, macchinari, prodotti chimici, medicali, aerei, apparecchiature elettroniche).
- Restrizioni all’esportazione: Un possibile terzo pacchetto che vieterebbe alle aziende europee di esportare negli USA alcuni prodotti industriali essenziali, come i rottami di alluminio.
- Tassa sui colossi digitali (Big Tech): Nonostante l’opposizione di Trump al G7, l’ipotesi di tassare il fatturato dei servizi digitali rimane sul tavolo.
- Strumento “anti-coercizione economica”: Il “bazooka” vero e proprio, introdotto a fine 2023 per contrastare regimi autoritari come la Cina, consentirebbe pesanti contromisure fino all’esclusione delle aziende straniere dal mercato unico europeo. Applicarlo agli Stati Uniti segnerebbe una rottura significativa, e al momento pochi in Europa sembrano voler arrivare a tanto, come ribadito da Ursula von der Leyen.
Le trattative sono in corso, ma l’Europa è pronta a usare queste armi se non si dovesse raggiungere un accordo.
14 luglio 2025





