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Economia

La criptovaluta di Trump. Quando il mezzo di scambio economico diventa dipendenza. 2

La criptovaluta di Donald non è paragonabile ai più noti Bitcoin bensì un meme che è non è altro che un contenuto digitale, spesso umoristico, che si diffonde rapidamente attraverso internet. La maggior parte dei meme sono foto con didascalie destinate a suscitare umorismo. Tuttavia, ci sono anche molti video-meme virali. Pur non essendo del tutto corretto, molte persone usano la parola “meme” per riferirsi a qualsiasi immagine che abbia del testo sovrapposto, poiché questa è la forma di gran lunga più diffusa di meme su Internet. Ed ecco che Trump negli Stati Uniti e Milei in Argentina si lanciano in questa sfida al dollaro e al peso.

La medesima parabola ha avuto $Libra, la moneta virtuale promossa lo scorso 14 febbraio, sempre su X, dal presidente argentino Javier Milei. Il token, del costo iniziale di frazioni di centesimo, ha raggiunto un picco di 4978 dollari, spostando un volume approssimativo di 4,4 miliardi di dollari, e si è poi sgonfiato nel giro di ore, con perdite milionarie per circa 40mila investitori. Ora Milei è accusato di frode, perché ha sponsorizzato un asset finanziario privo di garanzie, e ha in pendenza più di cento denunce penali, una delle quali prese in carico dal giudice federale.

Ma l’inquilino della Casa Rosada, che si autocelebra come anarco-capitalista, scimmiotta solo le scelte di Trump.

A livello figurativo e plastico la $TRUMP è un ritratto fotografico in bianco e nero di Trump. La moneta ha un formato rettangolare alto e stretto, più simile a quello di una banconota, ed è marcata da una cornice dorata spessa, con T maiuscole e stelle agli angoli, che le conferisce un’aura artistica, di sacralità. Il corpo di The Donald, a mezzo busto, di tre quarti e in primo piano, sta al centro ed è sopraelevato, perché colto da sottinsù. Spicca bianco e luminoso per contrasto con lo sfondo nero e neutro. Il magnate americano guarda in macchina con piglio sicuro e severo, ha i sopraccigli aggrottati, le labbra serrate e gli angoli della bocca piegati all’ingiù. Come nella foto del manifesto elettorale, ripresa dall’episodio dell’attentato il 13 luglio 2024 e divenuta iconica, anche in questo ritratto Trump alza il pugno.

La parola in maiuscolo “FIGHT”, già ripetuta tre volte in una versione diversa del poster, qui forma un unico blocco con il tycoon. O, meglio, la sua testa emerge dalla prima occorrenza di “fight”, che sormonta, mentre la seconda e la terza occorrenza sovrastano il petto. Tutta la scritta è color oro, a caratteri cubitali e in posizione obliqua ascendente. Bianchi sono invece la firma, in basso, che rima con la direzione della scritta, e il cognome, al centro della foto in alto. Il claim, https://gettrumpmemes.com/, coincide con il link della pagina ufficiale di vendita delle criptovalute.    

Sia su X, sia su Truth Social il post visivo è accompagnato da un commento che, ribadendo il contenuto del link, riconduce la $TRUMP alla classe dei memi ed esalta la vittoria come finalità unica e assoluta. Nella strategia comunicativa ideata ottenere una coin ufficiale è la via per appartenere “a una specialissima comunità di Trump” e per “divertirsi”. La campagna tenta gli utenti facendo credere loro che, attraverso una moneta, si congiungeranno con il tycoon e godranno di momenti ludici, implicitamente scambiandola o rivendendola.

14 ottobre 2025

2. Continua