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Esteri

L’America di Trump che lascia mano libera allo Zar spaventa gli alleati

L’ambasciatore Stefano Stefanini pubblica su La Stampa un articolo in cui analizza le implicazioni della politica estera di Donald Trump per l’Europa e la NATO.

Superando i confini della Nato, Putin cerca i punti deboli dell’avversario Europa spiazzata dalle mosse del tycoon: il suo appoggio non è più scontato

L’autore sostiene che Trump, in un’eventuale seconda presidenza, rischia di lasciare “mano libera” a figure come Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu. Questo si manifesta, per esempio, con l’apparente indifferenza di Trump di fronte a provocazioni russe come il sorvolo di droni nello spazio aereo polacco. A differenza della NATO e della Polonia, che hanno reagito prontamente, Trump ha minimizzato l’accaduto, dimostrando disinteresse per la sicurezza europea.

L’articolo sottolinea che Putin potrebbe interpretare questa debolezza come un’opportunità per intensificare il conflitto in Ucraina e spingersi oltre i confini della NATO, usando pretesti come le minoranze russofone nei Paesi baltici.

Stefanini evidenzia che, dopo otto mesi di una potenziale seconda presidenza Trump (descritti come una simulazione nell’articolo), l’Europa ha imparato tre lezioni:

  1. La leadership americana di Trump darebbe via libera a Netanyahu e Putin, le cui guerre continuerebbero e si intensificherebbero.
  2. Il presidente degli Stati Uniti, alleato storico dell’Europa, non è più un “amico” del continente.
  3. L’adulazione nei suoi confronti è inutile e serve solo a rafforzare la sua arroganza.

In conclusione, l’autore esorta l’Europa a non essere più subalterna a Trump e a farsi valere per i propri valori e interessi, dato che il supporto americano non può più essere dato per scontato.

12 settembre 2025