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Editoriali

Questa è una rapina

L’espressione “terra in cambio di pace” suona delicata come “la borsa o la vita”, e infatti quando sento o leggo che l’Ucraina dovrebbe rassegnarsi ai territori persi, poiché l’alternativa sarebbe di perderne ancora di più, mi domando se questi analisti abbiano creduto di assistere a una partita di rubamazzetto. I territori non sono stati perduti al gioco, ma sottratti con la guerra, i bombardamenti, le stragi. Sono stati rapinati: o la borsa o la vita. E più spesso sia la borsa sia la vita.

Mattia Feltri analizza l’espressione “terra in cambio di pace” usata in riferimento al conflitto in Ucraina.

L’autore dell’articolo ritiene che questa formula sia un eufemismo pericoloso, paragonabile, appunto, a “la borsa o la vita”. I territori ucraini non sono stati “persi”, ma sottratti con la violenza e la guerra.

Accettare questa condizione, ovvero la cessione di territori per fermare il conflitto, significherebbe legittimare il crimine e la forza come strumenti di relazione tra gli Stati.

Secondo Feltri, questo scenario rappresenta un trionfo per Putin e una sconfitta non solo per l’Ucraina, ma per l’intero Occidente democratico. L’autore conclude che il mondo è entrato in un nuovo ordine, in cui la minaccia e la rapina trionfano, mentre la deterrenza nucleare ha perso il suo effetto equilibratore, lasciando all’Occidente solo la paura.

21 agosto 2025