Concetto Vecchio sul quotidiano “la Repubblica” analizza una circolare del 12 giugno 2024, firmata dal direttore generale degli Archivi, Antonio Tarasco, che ha creato polemiche e ha portato al diniego di consultazione di sentenze relative agli anni di piombo.
Punti chiave dell’articolo:
- Promessa disattesa: La premier Giorgia Meloni aveva promesso la trasparenza sugli atti degli anni di piombo, ma la circolare di Tarasco sembra andare nella direzione opposta.
- Circolare contestata: La circolare stabilisce che le motivazioni delle sentenze possono essere negate fino a 70 anni dopo la loro pronuncia se contengono dati sensibili, come lo stato di salute o la vita sessuale delle persone coinvolte.
- ·Casi specifici: A causa di questa circolare, a studiosi sono state negate le sentenze del primo processo alle Brigate Rosse e di Prima Linea a Torino, la sentenza Bertoli a Milano e alcune carte su Gladio e P2 a Bologna.
- · Reazioni politiche: Due interrogazioni del Partito Democratico e una denuncia del Movimento 5 Stelle accusano la circolare di essere contraria alla trasparenza.
- · Difesa di Tarasco: Il direttore generale degli Archivi, interpellato da “la Repubblica”, ha precisato che la circolare non ha intenti censori e si riferisce a casi specifici come i processi per violenza sessuale, e che il suo parere è stato confortato dal Garante della privacy.
- · Trasparenza online (parziale): Tarasco ha sottolineato che le sentenze sugli anni di piombo sono disponibili online sul sito “Rete degli archivi per non dimenticare”, ma l’articolo evidenzia che non tutte le sentenze sono presenti, in particolare quelle sulle prime Brigate Rosse e su Prima Linea.
- Rettifica promessa: A marzo, era stata assicurata una rettifica della circolare, ma a quanto pare non è ancora avvenuta.





