Quello che sta accadendo non è solo un “rimpasto” o una normale turbolenza: è il primo vero stress test politico serio per il governo guidato da Giorgia Meloni.
Perché siamo arrivati qui
Ci sono due fattori chiave, intrecciati:
- La sconfitta al referendum sulla giustizia
È stata letta come un voto politico sul governo, non solo sul merito della riforma. - Le vicende giudiziarie e l’imbarazzo politico interno
- Daniela Santanchè si è dimessa sotto pressione dopo mesi di polemiche e indagini.
- Prima di lei erano già usciti Andrea Delmastro e altri figure chiave del ministero.
Il messaggio politico è chiaro: Meloni ha scelto di “tagliare” i profili più esposti per provare a riprendere il controllo.
La domanda delle domande: basterà a rinvigorire l’azione del governo?
Risposta breve: da sola, probabilmente no.
Ma può essere una mossa necessaria — anche se non sufficiente.
Cosa funziona della strategia di Meloni
- Segnale di leadership: chiede dimissioni anche a fedelissimi → mostra che nessuno è intoccabile
- Disinnesco delle opposizioni: toglie loro un bersaglio facile (caso Santanchè)
- Tentativo di reset narrativo: spostare il focus dal referendum perso all’“azione” del governo
In questo senso, è una mossa classica di “damage control”.
Ma i problemi veri restano
Qui sta il punto su cui molti nella maggioranza dubitano (e non a torto):
- La sconfitta politica resta
- Il referendum era fortemente identificato con Meloni
- Non è un incidente tecnico: è una battuta d’arresto strategica
- Coalizione meno coesa di quanto sembri
- Le tensioni tra alleati (FdI, Lega, FI) esistono da tempo
- Le dimissioni non le eliminano, le congelano
- Tema giustizia ancora aperto
- Era una riforma centrale del governo
- Ora serve una nuova linea → rischio paralisi o retromarcia
- Effetto “inizio ciclo discendente”
- Dopo 3+ anni, fisiologicamente i governi iniziano a consumarsi
- Questo è il primo vero segnale visibile
Quindi: crisi vera o tempesta passeggera?
Direi: una crisi “controllata”, ma reale.
- Non siamo davanti a una caduta imminente del governo
- Però non è neanche una semplice scossa riassorbibile in pochi giorni
Il punto decisivo sarà il “dopo”:
- Se Meloni rilancia con una nuova agenda → può rafforzarsi
- Se resta sulla difensiva → il logoramento accelera
In sintesi
Le dimissioni di Santanchè e Delmastro:
aiutano a contenere il danno immediato
non risolvono la debolezza politica emersa con il referendum
Il dubbio dentro la maggioranza è quindi fondato:
non basta cambiare i nomi, serve cambiare la fase politica.
26 marzo 2026





